Il Papa alla Sapienza, come passa il tempo

Il 14 maggio, Leone XIV entrerà nella più grande università d'Europa. Accolto solennemente tra mostre, Libro d'Onore e discorso finale. Pure la preghiera. Stavolta, niente appelli indignati

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28 APR 26
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Papa Leone XIV

Roma. Non sono passati nemmeno vent’anni, ma sembra un’altra èra storica. Nel novembre del 2007, il fisico Marcello Cini, emerito alla Sapienza, capeggiava la rivolta contro la decisione dell’allora rettore Renato Guarini di far tenere a Benedetto XVI la lectio magistralis che avrebbe inaugurato, di lì a pochi mesi l’anno accademico. “I temi che sono stati oggetto degli studi del professor Ratzinger non dovrebbero rientrare nell’ambito degli argomenti di una lezione, e tanto meno di una lectio magistralis”, scriveva il docente primo firmatario di un appello contro la visita del Papa cui s’aggiunsero sessantasei colleghi dell’ateneo, più altri professori esterni per “solidarietà”. Alla fine il Pontefice rinunciò alla lezione, lui che pure era un collega, essendo stato a lungo e soprattutto un docente universitario nella rigorosa Germania. Due decadi dopo, Leone XIV alla Sapienza ci andrà. Il 14 maggio inizierà la sua visita con la “preghiera silenziosa” nella cappella universitaria, prima di essere ricevuto dalla rettrice, di firmare il Libro d’Onore, di visitare la mostra “Sapienza e Papi” (chissà se un pannello sarà dedicato al 2008…), scoprirà addirittura una targa in suo onore, sarà omaggiato dal Senato accademico, saluterà gli studenti dalla scala monumentale e quindi, alla fine, terrà un discorso. Che non sarà la tanto temuta lectio magistralis, ma un “discorso”. In ogni caso, se nel 2008 si suggerì al professor Ratzinger di starsene bene alla larga dal centro del sapere, lui che – citasi la lettera-appello, “ha utilizzato l’effige della Dea Ragione degli illuministi come cavallo di Troia per entrare nella cittadella della conoscenza scientifica e metterla in riga”, ora è il momento del tappeto rosso. “Desidero ringraziare Papa Leone XIV per questa visita che rappresenta un messaggio di pace e speranza, in un momento storico attraversato da tensioni e conflitti. L’attenzione del Pontefice al mondo della formazione e della ricerca assume un valore profondo e richiama il ruolo dell’Università quale costruttrice di ponti di dialogo tra culture e generazioni”, ha detto subito la rettrice Antonella Polimeni. 
Il vicario di Roma, il cardinale Baldo Reina, ha aggiunto: “Siamo molto contenti della visita pastorale che il Santo Padre farà. Papa Leone XIV ha mostrato sempre grande attenzione al mondo giovanile e ha chiesto alla sua diocesi di accompagnare i cammini di crescita nella fede delle nuove generazioni. La Sapienza Università di Roma è la più grande università d’Europa. Entrare in dialogo con quanti si affacciano al futuro attraverso le varie scienze e la ricerca è di fondamentale importanza. Ci metteremo in ascolto di quanto il Santo Padre dirà durante la visita e ne faremo tesoro per la pastorale universitaria e la pastorale giovanile”. Di appelli, per ora, neanche l’ombra. Al massimo, qualche sit-in che accuserà il Papa matematico d’essere troppo filoisraeliano. Un’accusa che oggi non si nega quasi a nessuno