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Dopo Trump, anche Vance contro il Papa. Cortocircuito totale
Dopo l’attacco di Donald Trump a papa Leone XIV, il vicepresidente dice a Fox News: “Il Vaticano si attenesse alle questioni morali e lasciasse che il presidente degli Stati Uniti si occupasse di definire le politiche pubbliche americane"
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14 APR 26
Ultimo aggiornamento: 02:29 PM

© foto Ansa
Dopo Donald Trump, anche il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha parlato di Papa Leone XIV con parole poco concilianti, difendendo la linea della Casa Bianca e tracciando una linea netta a proposito di cosa il Pontefice dovrebbe commentare. Intervistato da Fox News, Vance ha detto che con la Santa Sede “possono esserci disaccordi, ed è normale che accada di tanto in tanto”. Il vicepresidente ha riconosciuto che il pontefice “si impegna sulle questioni che gli stanno a cuore”, ma ha sottolineato che sulle politiche pubbliche la decisione spetta all’amministrazione americana. “Il papa è stato critico sulla nostra politica sull’immigrazione, ma in definitiva la politica sull’immigrazione degli Stati Uniti la decide il presidente Trump”, ha affermato.
Soprattutto, Vance ha aggiunto che il Vaticano dovrebbe concentrarsi soprattutto sul piano etico e religioso. “In alcuni casi sarebbe preferibile che si attenesse alle questioni morali e lasciasse che il presidente degli Stati Uniti si occupasse di definire le politiche pubbliche americane”, ha detto.
Il vicepresidente, convertitosi al cattolicesimo in età adulta, ha comunque insistito sul fatto che i rapporti con la Santa Sede restano buoni. “Possiamo rispettare il Papa, certamente abbiamo un buon rapporto con il Vaticano, ma potranno esserci disaccordi su alcune questioni di tanto in tanto”, ha dichiarato, definendo la situazione “totalmente ragionevole”.
Come nota Matteo Matzuzzi su X, la dichiarazione di Vance è più problematica di quella di Trump. Se quest'ultimo metteva in fila una serie di insulti senza senso, il vicepresidente dimostra di non aver ben capito chi è e cosa fa il Papa per mestiere. Insomma, il Pontefice non dovrebbe dire nulla su pace e guerra se le sue parole intaccano le "politiche pubbliche americane"? Il cortocircuito è totale.