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Calvario finito per il cardinale Barbarin, assolto in appello

Dopo anni di linciaggio, i giudici di Lione hanno dato ragione alle tesi della difesa. L'arcivescovo, già autosospeso, ha presentato nuovamente le dimissioni al Papa, che si riserva di decidere 

30 Gennaio 2020 alle 14:58

Calvario finito per il cardinale Barbarin, assolto in appello

Il cardinale Philippe Barbarin (foto LaPresse)

Roma. Il cardinale Philippe Barbarin è stato assolto dalla Corte d’appello di Lione dall’accusa di non aver denunciato gli abusi sessuali di padre Bernard Preynat. Lo scorso anno, in primo grado, i giudici avevano emesso una sentenza di condanna a sei mesi (con pena sospesa). Un calvario durato anni, quello affrontato dall’arcivescovo di Lione, che nel frattempo si è anche autosospeso dal governo diocesano. Nel gennaio del 2019, prima della camera di consiglio, Barbarin si era alzato in aula e aveva contestato un’affermazione del suo principale accusatore, Alexandre Hezez, che gli imputava di aver voluto far calare il silenzio sui crimini di Preynat: “Non è vero! Gli ho detto di trovare altre vittime per le quali i fatti non sono prescritti, assicurando il mio sostegno. Non ho mai cercato di nascondere, tanto meno di coprire questi fatti orribili”.

 

Tra l’altro, tutti i fatti contestati al cardinale erano ben anteriori al 2002, anno in cui fu nominato arcivescovo di Lione. Un linciaggio mediatico che trovò terreno fertile anche in non pochi settori del clero locale, che avevano invitato il Papa a pensionare anticipatamente il 69enne arcivescovo. Cosa che Francesco si rifiutò di fare. “Non ho mai provato a nascondermi, tanto meno a nascondere questi fatti orribili”, aveva detto in udienza contestando l’accusa di omertà. Una difesa convincente, al punto che il procuratore generale ne aveva chiesto l’assoluzione, in nome della necessità di separare “il caso individuale” che coinvolgeva Barbarin dalle “colpe morali e penali” in capo alla Chiesa per i crimini di pedofilia commessi da suoi membri.

 

In serata il direttore della sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha diffuso un comunicato: “La Santa Sede ha appreso la notizia della sentenza della corte d’Appello di Lione nei confronti del Cardinale Philippe Barbarin e della decisione di Sua Eminenza di rimettere nuovamente il suo mandato nelle mani di Papa Francesco. Unitamente alla Conferenza Episcopale Francese, la Santa Sede riafferma la propria vicinanza a tutte le vittime di abusi, nella loro sofferenza, e alle loro famiglie e comunità, ed è al fianco della Chiesa di Lione, duramente provata. Il Santo Padre, che continua a seguire da vicino lo svolgimento di queste dolorose vicende, comunicherà la propria decisione a tempo debito”. 

 

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Matteo Matzuzzi

Matteo Matzuzzi

E' nato a Udine nel 1986. Si è laureato per convinzione in diplomazia e per combinazione si è trovato a fare il giornalista. Ha sperimentato la follia di fare l'arbitro di calcio, prendendosi pioggia e insulti a ogni weekend. Milanista critico e ormai poco sentimentale, ama leggere Roth (Joseph, non Philip) e McCarthy (Cormac). Ha la comune passione per le serie tv americane che valuta con riconosciuto spirito polemico. Al Foglio si occupa di libri, chiesa, religioni.

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Commenti all'articolo

  • mussini

    05 Febbraio 2020 - 08:10

    Separare “il caso individuale” dalle “colpe morali e penali” della Chiesa per i "crimini di pedofilia commessi da suoi membri"? Siamo dunque alla colpa collettiva, come quella una volta attribuita agli Ebrei accusati di deicidio?

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