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In Cina radono al suolo le chiese, ma il Vaticano piange per Pachamama

Vatican News contro gli “iconoclasti”, padre Spadaro cita l'Isis

23 Ottobre 2019 alle 19:30

In Cina radono al suolo le chiese, ma il Vaticano piange per Pachamama
Roma. Con tutte le questioni che ci sarebbero da discutere, tra minacce di dissesti finanziari, epurazioni di gendarmi e Sinodi che s’arrovellano sul dire sì o no ai viri probati e alle diaconesse – ma non s’era fatta una commissione ad hoc che non aveva ottenuto alcun risultato? – e una fede che in tante parti del mondo s’assopisce ogni giorno che passa, la polemica sulle statuette gettate nel Tevere appare la più sterile. Superflua.      All’alba di lunedì...

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Matteo Matzuzzi

Matteo Matzuzzi

E' nato a Udine nel 1986. Si è laureato per convinzione in diplomazia e per combinazione si è trovato a fare il giornalista. Ha sperimentato la follia di fare l'arbitro di calcio, prendendosi pioggia e insulti a ogni weekend. Milanista critico e ormai poco sentimentale, ama leggere Roth (Joseph, non Philip) e McCarthy (Cormac). Ha la comune passione per le serie tv americane che valuta con riconosciuto spirito polemico. Al Foglio si occupa di libri, chiesa, religioni.

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Commenti all'articolo

  • flaneurotic

    flaneurotic

    28 Ottobre 2019 - 12:12

    Chissà se i reazionari che si contorcono di fronte al (moderato e saggio) terzomondismo di Papa Francesco conoscono le origini mesopotamiche e pagane del culto della Madonna e quel lunghissimo processo di inculturazione detto "evangelizzazione". Transeat. Quello che proprio non si può sentire è lo starnazzo contro la realpolitik del pontefice. Quattro esaltati di cattoreazionari son più facili da sistemare della tigre cinese, ovviamente; è così difficile da capire? Ma poi: foglianti contro la realpolitik? Seriamente? Davvero non c'è più religione!

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    • Carlo A. Rossi

      29 Ottobre 2019 - 09:09

      I "reazionari", "quattro esaltati" etc. Lei la sa sempre più lunga di tutti. Non penso ci sia bisogno che Lei ci venga ad ammannire, poveri ignoranti che siamo, sul fatto che il cristianesimo abbia costruito la sua liturgia su quanto vi fosse prima. Neppure io avrei buttato quelle statuette nel Tevere, e capisco il paragone che ha istituito Padre Spadaro. Ciononostante, mi limito ad osservare che piegarsi di fronte ad ogni istanza multiculturale nella speranza di riagganciare fedeli non è esattamente un'idea lungimirante. Gli ebrei non hanno demandato e.g. alla lingua sacra del culto né ad altre peculiarità: e dal punto di vista del culto, non se la passano male. Invece questo pontefice cerca di smussare gli angoli e le chiese sono sempre più vuote: questo "terzomondismo" non è né moderato né saggio. Vero è che San Pietro alla fine sedette a mangiare con i pagani, e San Paolo era l'apostolo dei gentili, ma questo pontefice non mi sembra abbia la bussola ben orientata.

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      • flaneurotic

        flaneurotic

        29 Ottobre 2019 - 10:10

        Tornando al cattolicesimo, io credo che i fedeli tradizionalisti che contestano l'autorità papale siano quanto di più postmoderno ci possa essere. È passato mezzo secolo e ancora devono digerire il Vaticano II...suvvia! Le chiese si svuotano perché non c'è più la messa in latino, perché si fanno le messe con le chitarre e i tamburi, perché si espongono le statuette di Pachamama...ma ne siete proprio sicuri? E perché vi indignate se la chiesa per la prima volta riserva qualche attenzione alle comunità in cui il messaggio evangelico è preso sul serio, in cui magari si mischiano un po' le carte dal punto di vista dei simboli, ma dove è più difficile, da cristiani, godere dell'affondamento di un barcone carico di disperati? Forse i gesuiti hanno capito che senza la carità e la compassione non ci sono messe in latino che tengano. W i gesuiti! 2/2

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      • flaneurotic

        flaneurotic

        29 Ottobre 2019 - 10:10

        Gentile Rossi, Io non la si lunga, mi creda. Conosco due o tre cose, buone per la conversazione al bar o qui nei commenti. Lascerei perdere il paragone con l'ebraismo, che è sopravvissuto nonostante vari tentativi di sterminio - perlopiù per mano cristiana - anche grazie al fatto di non essere una chiesa, di non avere alcuna casta sacerdotale e forse di non essere tanto una religione, quanto un'ortoprassi in cui il "culto" è faccenda assai diversa dal corrispettivo cattolico. L'ebraismo resiste perché stimola e non reprime la discussione e l'interpretazione, perché "quattro ebrei, cinque sinagoghe", senza che nessuno si scandalizzi. 1/2

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        • Carlo A. Rossi

          29 Ottobre 2019 - 14:02

          Che ci vogliano carità e compassione, è giusto. Ma, come disse un parroco poco tempo fa, la Chiesa NON è un ostello, un ospedale, non si esaurisce in ciò. E fa testo anche la predicazione di Gesù e poi di San Paolo. La Chiesa è un edificio, è un'istituzione: le sue regole possono piacere o meno, ma tali sono. Mi sovviene, a proposito di ebraismo, una battuta: è meglio una barba senza ebreo o un ebreo senza barba? Una ortoprassi, una liturgia, un minimo di ortodossia ci vuole, anche perché altrimenti si butterebbe via buona parte di quanto costruito in duemila anni. E non tutto è da buttare, di quel che s'è costruito. Sul "saperla lunga": il tono di queste risposte mi garba di piÙ che la saccenza nel primo intervento. Quel che scrive sull'ebraismo è vero fino ad un certo punto: mancando un'autorità centrale, ovviamente c'è meno struttura, ma non mi sembra che ci sia comunque tutto quel dialogo che mancherebbe nel cattolicesimo.

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        • flaneurotic

          flaneurotic

          30 Ottobre 2019 - 11:11

          Grazie per il tono civile della sua risposta, mi scuso se sono apparso brusco. È vero, la chiesa non è un ostello, è vero che il fine ultimo è la salvezza delle anime, ma se le opere - direi soprattutto la carità e l'amore verso il prossimo, che come lei saprà sta già nella Torah - non contano nulla, se il tutto si riduce a un'ostensione di simboli, anche a fini elettorali, come si è visto, che cosa rimane del cristianesimo? Peraltro non mi sembra che il filisteo medio eccella in dottrina... Infine, ancora sull'ebraismo, insisto: prima e dopo la chiusura del Talmud nella tradizione ebraica sono centrali il libero studio e l'interpretazione dei testi. Non così in ambito cattolico...ma il discorso è troppo complesso per i miei strumenti di ebraista fallito e troppo lungo per questo spazio. Discussione interessante, comunque.

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  • Carlo A. Rossi

    24 Ottobre 2019 - 10:10

    Ogni tanto, mi viene da pensare a Sant'Agostino e non riesco a non pormi la domanda: come si comporterebbe di fronte a situazioni come queste? Basterebbe ricordare le circostanze in cui nacque il "De Civitate Dei": per confutare gli argomenti di quei pagani che asserivano che il sacco di Roma fosse da attribuire ai cristiani e al fatto che i romani avessero smesso di tributare onori al pantheon repubblicano. La cristianità non era ancora solidissima, eppure Sant'Agostino non stette certo a relativizzare. Mutatis mutandis, nei confronti di questo pontefice mi regolo come Dante con Benedetto Caetani: ne rispetto la figura di pontefice, come portatore del corpo della Chiesa, ma come uomo purtroppo non riesco proprio ad apprezzarlo. Non parliamo poi dei suoi corifei (vedi padre Spadaro, ma non solo).

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  • ayler

    24 Ottobre 2019 - 10:10

    I cristiani purtroppo raccolgono quello che hanno seminato in giro per il mondo.

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    • Chichibio

      24 Ottobre 2019 - 10:10

      Già. Han seminato missioni, ospedali e scuole. Raccolgono e raccoglieranno sputi. Già lo disse il Maestro.

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  • Giovanni Attinà

    24 Ottobre 2019 - 09:09

    MI aspetto una presa di posizione del Vaticano su quello che sta avvenendo in Cina, dove non è cambiato niente dall'avvento del comunismo al potere. Tra i miei ricordi di ragazzo , la testimonianza di un missionario al quale era stata tagliata parte della lingua. La Cina viole espandersi nel mondo , ma le regole democratiche, e non solo per la religione, li calpesta, con l'Occidente che sta a guardare.

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    • ayler

      24 Ottobre 2019 - 10:10

      In Cina l'occidente ha fatto ben di peggio.

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      • Giovanni Attinà

        24 Ottobre 2019 - 12:12

        Il nostro difetto è sempre quello: abbiamo complessi su tutti i fronti e nel valutare le situazione dell'ultimo secolo risaliamo ai tempi di Romolo e Remo.

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      • Carlo A. Rossi

        24 Ottobre 2019 - 11:11

        Ecco, ci voleva un bell'intervento improntato all'idea che l'Occidente si sia sempre comportato peggio. È fantastica da parte di taluni l'incapacità di cogliere il fatto che delle civiltà tecnologicamente e culturalmente evolute, ma diverse, siano destinate ad entrare in conflitto, con una che prevarrà sull'altra. Non che io gongoli per questo, ma lo accetto e non credo sia nemmeno molto sensato cercare colpe e continuare a batterci il petto perché "occidentali". A costo di essere cinico, se metto su una bilancia quanto l'Occidente ha portato di negativo e quanto di positivo, alla fine sono convinto che la bilancia penda a favore degli aspetti positivi. Non mi sembra una grande idea quella di valutare gli avvenimenti storici, soprattutto se lontani da noi, con gli standard etici e morali di adesso, sa?

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