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Numeri alla mano, i cristiani di Francia sono tra i più discriminati. Ma a Valls non interessa

Il premier annuncia un piano per difendere tutte le comunità religiose del paese. Tranne quella cristiana. Ma i casi di profanazione dei luoghi di culto si moltiplicano.

20 Aprile 2015 alle 16:09

Numeri alla mano, i cristiani di Francia sono tra i più discriminati. Ma a Valls non interessa

Il premier francese, Manule Valls (foto LaPresse)

Parigi. Giovedì scorso, dalla sua pagina Twitter, il premier francese Manuel Valls non ha esitato a denunciare l’“offesa insostenibile” di cui è stato vittima il cimitero cristiano Saint-Roch di Castres, nel dipartimento del Tarn: 216 tombe profanate, senza contare le numerose croci e statue della Vergine Maria divelte. “Tutti i miei pensieri alle famiglie”, ha aggiunto Valls per esprimere la sua solidarietà alla comunità cristiana, alla stregua di quanto aveva fatto a febbraio con la comunità ebraica per la profanazione del cimitero di Sarre-Union. Poi però, il giorno dopo, si è presentato in un liceo del Val-de-Marne accompagnato da sei ministri per annunciare in pompa magna l’ambizioso “piano di lotta contro il razzismo e l’antisemitismo”, e quei “cristiani” cui aveva appena mostrato la sua prossimità, seppur con un facile tweet, sembravano già dimenticati. Tra i discriminati che il pacchetto di misure ha l’obiettivo di proteggere (quaranta per un totale di cento milioni di euro di finanziamento distribuiti nei prossimi tre anni), ci sono i musulmani, gli stranieri, gli omosessuali, gli ebrei, ma dei cristiani nemmeno l’ombra. Ancora una volta i cristiani sono i “grandi dimenticati” dell’esecutivo socialista, ha denunciato Jean-Frédéric Poisson, presidente del Parti chrétien-démocrate (Pcd) e capofila dell’ondata di proteste provenienti dalla comunità cristiana francese.

 

Ancora una volta il governo gerarchizza i razzismi, stabilisce quale è di serie A e quale di serie B, e i cristiani sono nuovamente le vittime principali. Approfittandone per attaccare il silenzio assordante del governo a proposito dell’episodio dei dodici profughi gettati a mare perché cristiani, Poisson ha accusato di cecità il piano presentato dal primo ministro socialista, nel quale figurano “misure contro le discriminazioni e gli attacchi nei riguardi dei musulmani, degli stranieri, degli omosessuali, degli ebrei, ma non dei cristiani, anch’essi vittime di umiliazioni e di aggressioni e i cui luoghi di culto sono i più profanati di Francia”.

 

[**Video_box_2**]L’intervento del presidente del partito cristiano-democratico francese è stato pubblicato venerdì, quando le cifre esplosive del ministero dell’Interno sulle profanazioni dei luoghi di culto cristiani non erano ancora state pubblicate. 673 luoghi di culto e di sepoltura cristiani sono stati oggetto di atti di vandalismo e di profanazioni nel corso del 2014: questi i numeri ufficiali, pubblicati oggi da Place Beauveau, sede del ministero dell’Interno. Numeri che garantiscono nuovamente ai cristiani il triste primato di comunità religiosa più perseguitata di Francia.

Mauro Zanon

Nato a una manciata di chilometri da Venezia, nell’estate in cui Matthäus e Brehme sbarcarono nella parte giusta di Milano, abbandona il Nord quando la Lega era ancora celodurista e un ex avvocato del Cav. vinceva le presidenziali francesi. Ha vissuto benino nella Francia di Sarkozy, male in quella di Hollande, e vive benissimo in quella di Macron (su cui ha anche scritto un libro, Macron. La rivoluzione liberale francese, Marsilio). Ama il cinema di Dino Risi, la cucina emiliana, l’Andalusia e l’Inter di José Mourinho. Per Il Foglio, scrive di Francia e pariginismi. Collabora inoltre con il mensile francese Causeur.

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