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Bene il Milan con l'Udinese, ma la maglia gialla fa cagare

Milan contro Udinese, per noi la migliore dell’anno: tuttavia questa nostra maglia gialla come la cravatta porta fortuna dello storico amministratore delegato fa cagare, letteralmente. Più del fucsia del Barcellona.

2 Dicembre 2014 alle 15:10

Bene il Milan con l'Udinese, ma la maglia gialla fa cagare

Milan contro Udinese, per noi la migliore dell’anno: tuttavia questa nostra maglia gialla come la cravatta porta fortuna dello storico amministratore delegato fa cagare, letteralmente. Più del fucsia del Barcellona. Gli stilisti alla rincorsa della vivacità a volte dimenticano il dettato ferreo del contrasto cromatico in televisione: il risultato è che c’è spesso confusione  tra i colori di maglie e pantaloncini e molte partite risultano inguardabili, anche nel calcio estero.

 

Non basta dirsi a favore dell’occhio di falco, del segnale digitale che arriva in un secondo sul polso dell’arbitro ed è in grado di dirimere le situazioni dubbie di gol-non gol sulla linea di porta, ma sarà poi vero? per sentirsi a Manchester. Inglesi non lo siamo in spirito: mai da quelle parti un Abramovich, uno sceicco, un presidente di club, dico un presidente non un allenatore, si sarebbe permesso di sparare a zero su un arbitro colpevole di aver male arbitrato. Da noi invece sì, abbiamo troppi presidenti che sono allegri cazzari anche quando sono persone perbene e grandi imprenditori. 

 

[**Video_box_2**]Giampaolo Pozzo, di solito riservato, è uno di questi. Invece di bacchettare la sua Udinese che a San Siro ha giocato la peggior partita della stagione, ha dato addosso all’arbitro Paolo Valeri, uno dei pochi inadeguati, inadatti al ruolo, uno che va cacciato, mandato nelle serie minori dove almeno non farebbe danni economici. E’ vero, quella di Valeri è stata una domenica no, altre volte però ha arbitrato bene ed è stato per questo nominato arbitro internazionale. Se ha un lungo contenzioso e lo considera nocivo, addirittura letale, per la sua squadra, il presidente Pozzo ha il dovere di fare pressione prima della designazione, non di lamentarsi dopo, a partita giocata, lasciando intendere che sia stato mandato apposta a fare danni: chiunque ha visto la partita sa che non c’è mai stata storia. Ho sempre pensato che Moggi in fondo faceva quello che tutti vorrebbero fare e se non lo fanno è solo perché non ci riescono.

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