La partita dei Nazareni e il vizietto di De Jong

Alla partita dei Nazareni, Nazareno 1 è rimasto congelato nella sua Leopolda e a Nazareno 2 gli si sono congelate le palle, la sera era fresca e San Siro senza il ruggito delle grandi masse.

28 Ottobre 2014 alle 16:13

La partita dei Nazareni e il vizietto di De Jong

Alla partita dei Nazareni, Nazareno 1 è rimasto congelato nella sua Leopolda e a Nazareno 2 gli si sono congelate le palle, la sera era fresca e San Siro senza il ruggito delle grandi masse. Abbiamo giocato da sufficienza, da sufficienza ha giocato la Viola, un 6 politico come si conviene ad allievi diligenti ma un po’ cretini. Tutti sufficienti o tutti discreti è come essere tutti mediocri, infatti nessun lampo, giusto un paio di invenzioni e un ritmo da mele cotte e formaggino, lo spettatore non sarebbe sopravvissuto nemmeno con lacrime di Borghetti (che, tutto attaccato, è il nome di un blog da frequentare assolutamente, regala cultura e passione per il calcio), a maggior ragione se aveva visto qualche trancio di Premier League dove non c’è questa abitudine di studiarsi, di guardarsi nelle palle degli occhi, la dilatazione del tempo è stata cosa grande – e eccitante – solo quando la filmava Sergio Leone. Persino Real Madrid e Barcellona il giorno prima erano andati a velocità doppia se non tripla del calcio italico medio, la partita è stata a tratti fantastica. Non è questione di qualità cioè di miliardi: è soprattutto questione di grinta, corsa e voglia di vincere, di quell’intensità di gioco che è da sempre l’arma dei poveri.  

 

Dovrebbero tutti essere come Nigel de Jong: che nella sua metà campo si oppone e insegue chiunque, gli va sotto quasi sempre in anticipo e pure in modo corretto, recupera decine di palloni, spazza centro e corridoi che l’Ama se lo sogna. C’è un problema però: sta segnando qualche gol e a stare davanti ci ha preso gusto. Proprio da questo recente vizietto e da un conseguente rientro tardivo dalle prime linee è venuto il pareggio viola. Josip Ilicic, lungagnone di talento, riceve palla, vede che Nigel non è nei paraggi, allora avanza verso la porta, i difensori indietreggiano invece di andargli sotto e si allargano invece di stringerlo, lui trova il varco e di sinistro infila l’angolo basso. Così vanno le cose da noi quest’anno: De Jong intercetta, gli altri accompagnano.

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