Mercalli, l'etica e la merda

23 Maggio 2014 alle 17:18

Nei giorni in cui un serio professore di climatologia come Lennart Bengtsson (già direttore del Max Planck Institute per la meteorologia di Amburgo, uno dei migliori centri di ricerca sul clima al mondo) viene costretto a dimettersi da un think tank che non la pensa come il mainstream catastrofista vorrebbe, il meteorologo televisivo Luca Mercalli parla al festival del cinema sull'ambiente di Torino spiegando che l'ultimo report dell'Ipcc (il panel di scienziati dell'Onu che studia i cambiamenti climatici) in sostanza dice che "siamo nella merda fino al collo". La colpa, ovviamente, è dell'uomo. Usa parole forti perché – dice – la situazione è tragica, Mercalli, e il suo senso etico lo obbliga a dire le cose come stanno. Per dare forza al suo discorso, il meteorologo col papillon (in verità un po' moscetto) cita l'ennesimo report di scienziati allarmisti condito da previsioni catastrofiste. Nulla di nuovo. Luoghi comuni, toni allarmati, nessuno spazio per chi, basandosi su ricerche scientifiche altrettanto serie, osa dubitare di certe conclusioni e certe correlazioni causa-effetto. Già: siamo nella merda fino al collo.

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