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Il global warming è come il maiale

Non si butta via niente degli allarmi catastrofisti legati al global warming. Così capita ancora di leggere articoli come questo, infarciti di luoghi comuni e che seguono schemi preconfezionati e abusati, più o meno così.

31 Luglio 2013 alle 15:06

Non si butta via niente degli allarmi catastrofisti legati al global warming. Così capita ancora di leggere articoli come questo, infarciti di luoghi comuni e che seguono schemi preconfezionati e abusati, più o meno così:

1) Sembra un film di fantascianza (normalmente "The day after tomorrow") ma è la realtà.

2) Previsione catastrofista sull'innalzamento dei mari che sommergerà le grandi capitali (i paesini no, mai, solo le grandi capitali). Le cause dell'innalzamento? Non lo scioglimento dei ghiacciai, ma – cito dall'articolo – direttamente "le emissioni di gas serra".

3) Lo dice uno studio dell'Università di (segue nome di una città americana o inglese a piacere).

4) Virgolettato di un esperto/studioso/scienziato che conferma lo studio e fa previsioni catastrofiche.

5) Ripresa del tema iniziale ("vedremo davvero scene da film di fantascienza, eh, ma davvero davvero", con qualche particolare dalla sceneggiatura).

6) Finale ottimista: se ridurremo le emissioni di gas serra tutto questo non succederà.

La cosa curiosa è che da almeno 10 anni leggiamo gli stessi pezzi, secondo uno schema che ricorda i consigli per evitare il colpo di sole in estate, da vent'anni sempre uguali.

Piero Vietti

Piero Vietti

Nato a Torino nel 1981. Caporedattore, ha seguito e segue lo sviluppo digitale del Foglio, in cui lavora dal 2007. Ha un passato teatrale e radiofonico e un presente intenso. Per il futuro si sta organizzando con la necessaria ironia. Sposato, ha tre figli. Cuore granata.

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