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Per fortuna pioveva, ieri a Manchester

Per fortuna pioveva, ieri a Manchester, così anche i più duri hanno potuto confondere le proprie lacrime con la pioggia. Anche Paul Scholes, che aveva una voglia matta di segnare, alla sua ultima a Old Trafford, ma che quando ha capito che i compagni gli passavano la palla per fargli fare gol ha smesso di provarci, ricominicando a sfornare lanci e tackle come ha fatto per una vita intera.

13 Maggio 2013 alle 10:46

Per fortuna pioveva, ieri a Manchester, così anche i più duri hanno potuto confondere le proprie lacrime con la pioggia. Anche Paul Scholes, che aveva una voglia matta di segnare, alla sua ultima a Old Trafford, ma che quando ha capito che i compagni gli passavano la palla per fargli fare gol ha smesso di provarci, ricominicando a sfornare lanci e tackle come ha fatto per una vita intera. Quando è stato sostituito, settantamila cuori dello United lo hanno applaudito per l'ultima volta. Era già successo due anni fa, quando Scholes aveva salutato il suo pubblico e il calcio per ritirarsi. Poi il richiamo del campo era stato troppo forte, e quando Si Alex Ferguson gli aveva chiesto di tornare per dare una mano allo United in difficoltà non aveva potuto dire di no.

Non succederà un'altra volta, però. Ieri gli occhi di Scholes si sono riempiti di lacrime quando, a fine partita, Ferguson ha salutato tutti, anche lui per l'ultima volta. Sotto il cielo grigio di Manchester quello che è il più grande manager della storia del calcio ha ringraziato la società, i tifosi, tutti i campioni che ha allenato e poi ha fatto il suo nome. Accanto a lui di un altro pezzo di storia del calcio, Ryan Giggs, gli ha detto sorridendo di andare a parlare al microfono. Ma Paul Scholes è troppo timido per queste cose. Uno che per vent'anni ha parlato con i tackle, gli assit e i gol, avrebbe detto cose banali.

E' stato in quel momento che ci siamo accorti che si era commosso. E come lui poco prima anche Sir Alex aveva sospirato come si sospira prima di piangere. Poi però il Boss si è ricomposto, e ha detto poche parole senza retorica. "Non abbassate mai la testa, e siate sempre orgogliosi di questi colori". Li ha abbracciati uno a uno, ha alzato la sua ultima coppa al cielo e ha masticato il suo ultimo chewing gum sul prato di Old Trafford. Dal cielo continuavano a venire giù lacrime. A quel punto Scholes ha ricominciato a sorridere. E tutti noi abbiamo capito che un altro come Ferguson non lo rivederemo più sui campi da calcio.

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