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In Francia nasce un giornale ispirato (anche) al Foglio

L’ex amministratore delegato del gruppo Les Echos ed ex direttore del Figaro, Nicolas Beytout, lancerà un sito web a pagamento, accoppiato con un quotidiano. In piena crisi della stampa, è fiducioso e crede di avere trovato il giusto modello di business che unirà il Web moderno e l’influenza della carta.

10 Aprile 2013 alle 14:28

L’ex amministratore delegato del gruppo Les Echos ed ex direttore del Figaro, Nicolas Beytout, lancerà un sito web a pagamento, accoppiato con un quotidiano. In piena crisi della stampa, è fiducioso e crede di avere trovato il giusto modello di business che unirà il Web moderno e l’influenza della carta. Intervistato dal Monde, Baytout ha spiegato che “si tratta di un supporto digitale, con una estensione quotidiano. Si chiamerà L’Opinion e sarà lanciato a metà maggio. E’ una parola che descrive la portata del progetto: dare informazioni, analisi e opinioni, creare un prodotto che ha una linea editoriale chiara. Il giornale sarà pubblicato cinque giorni alla settimana, il prezzo sarà inferiore a quello dei principali concorrenti, e comunque non superiore a un euro”. Sarà un giornale che fa informazione e analisi, “con una forte linea editoriale pro business, liberale e filo-europeo”.

Ci vuole coraggio a investire anche nel supporto cartaceo in un momento di crisi per la stampa. “Il progetto si basa su tre osservazioni. In primo luogo, nulla può essere fatto senza Internet, ma nessun sito ha raggiunto la redditività e gli investimenti ammortizzati. In secondo luogo, le entrate generate dalla carta sono ancora notevoli rispetto a Internet, ma la stampa trascina con sé costi  maggiori (stampa, distribuzione). In terzo luogo, Internet fornisce un vasto pubblico, la carta rimane lo strumento ultimo di influenza. La mia idea è quella di combinare Internet, l’innovazione, il pubblico e il costo stretto, con il potere della carta. Un media brand deve avere due gambe, Internet e carta. Non posso dare vita a questo progetto facendo in modo diverso”. Baytout ha in mente una struttura leggera, sfruttando la tecnologia: “L’impaginazione sarà automatica, non avremo segretari di redazione ma soltantoo un capo redattore. La scrittura sarà completamente focalizzata sulla produzione di contenuti. Ci saranno 39 persone, tra cui 30 giornalisti”. Il quotidiano in edicola non supererà le 8-12 pagine: “Il modello è classico e moderno. Si occuperà di affari politici, economici e internazionali”.
Baytout ha in mente due modelli per il suo giornale: “L’italiano Foglio quotidiano mi ha convinto che avremmo potuto tenere in vita un giornale con poche pagine. Il secondo esempio è Politico, un sito specializzato in materia di politica degli Stati Uniti, fatta da giornalisti esperti, che ha lanciato con successo una declinazione di carta”.

La redazione sarà formata da un mix di esperienza e giovani: “La maggior parte dei siti web sono stati creati da pochi giornalisti esperti con molti giovani. Ho cercato di reclutare la maggior parte dei giornalisti di grande valore, come Ludovic Vicuna, Paris Match, che hanno le fonti, le unità, le reti, esperienza. Ciò ha significato un aumento dei salari e quindi un grande esborso di capitale”. Chi investe su un progetto di questo tipo? “Io sono il maggiore azionista e, per statuto, ho la maggioranza su tutte le questioni editoriali. Questa è la condizione di indipendenza. Poi ci sono quindici investitori, ma nessuno di loro ha una minoranza di blocco. Tra loro ci sono appassionati del dibattito pubblico, di destra e di sinistra, alcuni dei quali hanno già investito nei mezzi di comunicazione. Il loro approccio non è politico, questo è il motivo per cui non vogliono essere conosciuti. Il nostro obiettivo è di raggiungere un equilibrio economico alla fine del terzo anno, con un fatturato che verrà soprattutto dalla diffusione”.

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