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Tutto sulle elezioni in poche righe

ITALIA INGOVERNABILE Il centrosinistra vince per un pugno di voti alla Camera, nessuna maggioranza assoluta al Senato. Il recupero di Berlusconi e l’irrilevanza di Monti. M5S primo partito.

26 Febbraio 2013 alle 09:22

Vi propongo il lavoro di questa mattina di Good Morning Italia, newsletter quotidiana di informazione in pillole.

ITALIA INGOVERNABILE Il centrosinistra vince per un pugno di voti alla Camera, nessuna maggioranza assoluta al Senato. Il recupero di Berlusconi e l’irrilevanza di Monti. M5S primo partito.

Il quadro Dalle urne delle elezioni politiche emerge un paese spaccato, che difficilmente riuscirà a produrre un governo stabile. Alla Camera il centrosinistra batte il centrodestra per poco più di 100.000 voti (0,36 per cento) e si porta a casa 340 seggi grazie al premio di maggioranza. In Senato è il centrodestra di Silvio Berlusconi a ottenere la maggioranza relativa di 116 seggi contro i 113 di Pd e Sel (ma a questi andranno aggiunti quelli di Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta). Il partito di Beppe Grillo va oltre le migliori previsioni: primo partito alla Camera (avrà 108 seggi) e secondo al Senato (54 seggi). Delude la coalizione guidata da Mario Monti, di poco sopra il 10 per cento, che non riuscirà ad essere decisiva per la maggioranza in nessuna delle due camere del Parlamento.

Grandi esclusi Il Fli di Gianfranco Fini e Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia non sono riusciti a ottenere i voti sufficienti per entrare in Parlamento. Stessa sorte per il partito di Oscar Giannino, Fare per fermare il declino.

Regionali Oggi i risultati delle elezioni regionali in Lombardia – dove pare in vantaggio Maroni -, Lazio – in vantaggio Zingaretti – e Molise.

I commenti dei politici Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: “È evidente a tutti che si apre una situazione delicatissima per il Paese. Gestiremo le responsabilità che queste elezioni ci hanno dato nell’interesse dell’Italia”. Angelino Alfano, segretario del Pdl, celebra il recupero della coalizione del centrodestra e chiede al Viminale di non assegnare la vittoria alla Camera in quanto i dati al momento sono “soggetti inevitabilmente ad un margine di errore certamente superiore allo scarto dei voti, davvero minimo, che si registra tra le prime due coalizioni”. Beppe Grillo: “Non faremo inciuci, in Parlamento daremo scappellotti a tutti”. Il premier uscente Mario Monti dissimula, e si dice comunque soddisfatto del risultato (“in 50 giorni abbiamo raccolto oltre 3 milioni di elettori”). Antonio Ingroia, sul cui possibile ritorno in Guatemala ieri è stata fatta più di un’ironia, dà la colpa al Pd: “Faccia mea culpa, è sua la responsabilità del mancato accordo, ha fatto campagna contro di noi”.

Il tweet Pierferdinando Casini: Nella vita si vince e si perde, vale per la vita e per la politica. Siamo sereni perché abbiamo fatto ciò in cui credevamo. (@pierferdinando)

I commenti dei quotidiani Si cerca di capire come dare governabilità a un Parlamento spaccato in cui il M5S può dettare certe condizioni. Grande coalizione in vista? Per Stefano Folli sul Sole 24 Ore “L’Italia è ingovernabile, manca un baricentro, ma andare subito alle urne sarebbe un errore” (Sole).

Repubblica dura contro la sinistra – “molto peggio delle attese”. Per Ezio Mauro “il Pd si è seduto sugli allori delle primarie” (Rep). Giannini: “Grillo si abbatte sul sistema politico italiano e lo stravolge per sempre”.

Sul Corriere, per Massimo Franco “ha vino un’Italia euroscettica” che si è “rifiutata di analizzare i riflessi internazionali del voto”. Retroscena di Verderami: “Pd e Pdl si scambiano i primi segnai” di intesa (Corriere).

Calabresi sulla Stampa parla di “dovere di scelte coraggiose”, e chiede convergenze tra i partiti in Parlamento. Sull’Unità Claudio Sardo parla di “sconfitta” del centrosinistra e ricorda “il drammatico film del 2006. Per Giuliano Ferrara “bisogna trattare”, e “Berlusconi dovrebbe proporre subito un governo di responsabilità nazionale” (Il Foglio).

Sul Giornale Sallusti spiega che “Berlusconi ha salvato l’Italia da Bersani alleato con i comunisti” (Il Giornale).

Chi sono i grillini Sulla Stampa Massimo Gramellini prova a tracciarne un identikit: “Pancia e sentimento. La rivolta contro le élite di una nuova comunità”.

Il flop dei sondaggi I dati reali smentiscono tutti i sondaggi degli ultimi giorni e gli instant poll di ieri pomeriggio, che assegnavano una vittoria abbastanza netta al centrosinistra. Gianni Riotta sulla Stampa: “I sondaggisti non leggono le realtà nuove”.

Tornare subito al voto? Impossibile, siamo nel semestre bianco, spiega il Sole 24 Ore (Sole). Molti analisti in queste ore si chiedono quale potrà essere il prossimo presidente della Repubblica con una maggioranza del genere (si vota ad aprile).

Cosa dicono all’estero I giornali generalisti stranieri parlano di ritorno del populismo in Italia e insistono sulla rimonta di Berlusconi e sul risultato di Grillo. Per il Wall Street Journal “il caos elettorale italiano scuote i mercati” (Wsj), per il New York Times il messaggio che esce dalle urne italiane è uno solo: no all’austerità (Nyt). Sul Foglio on line Marco Valerio Lo Prete analizza il voto visto da fuori: “L’Italia respinge l’austerity di Bruxelles” (Il Foglio). Su Linkiesta Fabrizio Goria scrive: “E’ un voto contro l’euro, i mercati verso la vendetta” (Linkiesta).

 

Primi effetti Oggi occhi su Borsa e Spread. Euro in calo rispetto al dollaro.

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