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James Holmes, "killer" o "suspect"?

La questione non è tanto la certezza o meno del fatto che Holmes sia effettivamente l'autore della strage. La questione è che fino a quando un giudice non si sia espresso nel merito, nessuno è colpevole, né dovrebbe essere trattato come tale. Neanche uno come l'autore del massacro di Denver.

23 Luglio 2012 alle 18:38

Oggi James Holmes, arrestato nel parcheggio del cinema Aurora a Denver, in Colorado, subito dopo la strage che durante la proiezione dell'ultimo film di "Batman" è costata la vita a 12 persone, e probabile autore della sparatoria, è comparso in tribunale in America. Quello che mi colpisce guardando i siti dei giornali italiani e quelli dei giornali americani, è come se ne parla. In America, dove credo siano ancora più shoccati di noi, c'è un garantismo, almeno nei titoli, che da noi ci sogniamo. La questione non è tanto la certezza o meno del fatto che Holmes sia effettivamente l'autore della strage. La questione è che fino a quando un giudice non si sia espresso nel merito, nessuno è colpevole, né dovrebbe essere trattato come tale. Neanche uno come l'autore del massacro di Denver.

Ho preso ad esempio Corriere e Repubblica da una parte (ma in Italia ci caschiamo quasi tutti, eh), e New York Times e Washington Post dall'altra. Bene, qui da noi Holmes è "il killer", là da loro è "the suspect". Il peso delle parole.

Qui di seguito le home page di Corriere, Repubblica, New York Times e Wash Post:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Piero Vietti

Piero Vietti

Nato a Torino nel 1981. Caporedattore, ha seguito e segue lo sviluppo digitale del Foglio, in cui lavora dal 2007. Ha un passato teatrale e radiofonico e un presente intenso. Per il futuro si sta organizzando con la necessaria ironia. Sposato, ha tre figli. Cuore granata.

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