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Il record dell'Economist e una lezione per i giornali

"Più abbonati digitali che cartacei entro 5 anni".

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17 Febbraio 2012 alle 18:20

A corollario dell'inchiesta della scorsa settimana sulle difficoltà dei giornali a guadagnare nell'era in cui tutta l'informazione si sta spostando on line, vi segnalo una buona notizia. L'Economist ha superato per la prima volta il milione e mezzo di copie vendute. Questo è potuto succedere grazie agli abbonati digitali. Lo spread tra cartaceo e digitale è ancora elevato – 1.400.000 a 100.000 – ma questo recordo ha fatto dire al Ceo del gruppo, Andrew Rashbass, che proprio grazie ai nuovi supporti contano di arrivare a 2 milioni di copie vendute entro cinque anni: "Ci sono voluti 160 anni perché l'Economist arrivasse a un milione di copie vendute, e solo sette anni per arrivare al milione e mezzo". Per il 2016, dunque, all'Economist sono convinti di doppiare il milione, ma con una grossa differenza rispetto a oggi: ci saranno più abbonati al digitale che al cartaceo. L'ottimismo nasce innanzitutto dai dati ("Il 75 per cento dei nostri lettori digitali sono nuovi, e il 12 per cento aveva prima un abbonamento cartaceo che ha disdetto per passare al digitale", dice Rashbass), e poi dalla "scoperta che stiamo facendo di un sacco di nuove opportunità" sulle nuove piattaforme. Se la carta morirà, ci salverà il digitale.

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