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Quante volte, figliolo?

Anche trenta o quaranta all'ora.

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14 Marzo 2011 alle 16:00

Ancora dal libro di Nicholas Carr, un paragrafo che descrive un'esperienza credo comune a molti di noi.

La Rete è stata progettata come un sistema di interruzione, una potente macchina di dispersione dell'attenzione. Questo non è soltanto un risultato della sua capacità di ospitare simultaneamente molti media di tipo diverso. Deriva anche dalla facilità con cui essa può essere programmata per spedire e ricevere messagi. Molti software di e-mail, per fare un esempio banale, sono impostati per controllare se ci sia nuova posta ogni cinque o dieci minuti e la gente clicca sistematicamente sul bottone "verifica nuovi messaggi". Studi sugli utenti di computer in ufficio rivelano che essi interrompono di continuo la propria attività per leggere e rispondere alla e-mail. Non è anomalo che arrivino a dare un'occhiata alla propria casella di posta fino a trenta o quaranta volte all'ora. Poiché ogni occhiata rappresenta una piccola interruzione del pensiero, il costo cognitivo può essere elevato.

Detto questo, siamo sicuri che il conto costi/benefici (dispersione dell'attenzione/maggior numero di informazioni che arrivano) sia in passivo? Meglio fare un lavoro fino alla fine e poi scoprire che via mail è arrivata un'informazione che ci avrebbe fatto lavorare diversamente, o rischiare di farsi distrarre ma "salvando il lavoro"?

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