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Perché Bersani ha paura di Torino

Davide Gariglio, il democratico che domenica potrebbe dare un grosso dispiacere al Pd.

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25 Febbraio 2011 alle 15:20

Dopo le non felici esperienze delle primarie di Cagliari, Napoli e Milano, il Pd ci riprova a Torino. Domenica si vota per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra. Uomo forte del partito di Bersani è Piero Fassino, torinese un po' romanizzato e tornato in città per prendere l'eredità di Chiamparino. L'ex segretario dei Ds sembrava una scelta sicura, perfetta per dimostrare che almeno a Torino (ultima grande città del nord in mano alla sinistra) il Pd è vivo e lotta assieme a noi e i vecchi dirigenti non sono da rottamare. Non avevano fatto i conti con Davide Gariglio, giovane esponente del Pd piemontese, già presidente del consiglio regionele con Mercedes Bresso, e intenzionato a correre lui per la poltrona di sindaco, forte di un progetto di rottura con la classe dirigente e un certo tipo di establishment che a Torino (e nel Pd nazionale) la fa da padrone. I sondaggi danno Fassino vincente (quasi) sicuro, ma le primarie sono una brutta bestia, Bersani lo sa bene: una vittoria di Gariglio potrebbe essere il colpo di grazia a un Pd nazionale sempre più ammaccato.

Qui il mio articolo su Davide Gariglio, il Renzi torinese che non ama i moralisti e preoccupa Bersani

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