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Ipcc e Wwf smentiti ancora una volta

L'Amazzonia sta morendo?

16 Marzo 2010 alle 10:41

Come potete leggere qui e qui, la Nasa ha appena sbugiardato il Wwf sulle sorti della foresta amazzonica. Secondo un documento del Wwf datato 2000, il 40 per cento del polmone verde del pianeta avrebbe dovuto scomparire nel giro di pochi anni. La teoria è la seguente: il riscaldamento globale porta con se una riduzione delle precipitazioni, la siccità produce una serie di giganteschi incendi che finiscono col depauperare boschi e foreste.

Inutile dirvi che questa teoria non è mai stata "peer reviewed" (cioè verificata da altri studiosi), ma – guarda un po' – fu adottata dall'Ipcc nel suo famoso report del 2007 (quello dell'Himalaya che si scioglie, per intenderci).

A questo punto è intervenuta la Nasa. Gli scienziati dell'agenzia spaziale hanno analizzato le immagini della foresta amazzonica dal satellite nel corso degli ultimi decenni. Ne è emerso che quell'ecosistema specifico presenta una notevole resilienza alla siccità, è cioè capace di organizzarsi per ricostruire se stesso dopo aver fatto fronte a quel genere di stress. C'è anche di più. Nel corso del 2005, l'anno più secco del secolo, si sono verificate esattamente le condizioni prospettate dal WWF e le conseguenze previste non ci sono state. La prima smentita proviene dunque dai fatti.

"Il modo in cui il WWF ha calcolato questa riduzione del 40 per cento è completamente sbagliato", ha ammesso ufficiosamente un membro dell'Ipcc, Jose Marengo.

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