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Come ammazzare la ricerca scientifica

Lezione dall'Università dell'East Anglia.

26 Novembre 2009 alle 15:18

Non posso non segnalare questo interessantissimo post di Climate Monitor. In sintesi spiega come dalle famose mail rubate al Cru emerga la volontà da parte di un gruppo importante di scienziati che studiano il clima di fermare la pubblicazione di qualunque studio non sostenesse la loro tesi del riscaldamento globale causato dall'uomo. Per questo molti climatologi negli ultimi anni si sono visti rifiutare pubblicazioni di ricerche scientifiche con tutte le carte in regola e soprattutto raramente hanno potuto contro-verificare la veridicità degli studi "catastrofisti" invece pubblicati senza sosta sulle riviste più disparate. Sempre grazie a Climate Monitor, ecco una selezione di testi dalle mail di cui sopra:

“Ho provato con sforzo a bilanciare le necessità della scienza e quelle dell’IPCC, che NON sono sempre le medesime.”

“Non posso vedere nessuno di questi articoli all’interno del prossimo rapporto dell’IPCC. Io e K. li terremo fuori in qualche modo – anche se dovessimo ridefinire che cosa sia la letteratura peer-review!”

“Il fatto è che non sappiamo spiegarci la mancanza di riscaldamento nell’ultimo periodo e questo è una caricatura (che ci ridicolizza). I dati del satellite, appena pubblicati sul Bulletin dell’AMS, mostrano che dovrebbe esserci più caldo: i dati sono sicuramente SBAGLIATI.”

“Se non altro, vorrei che il clima cambiasse, così che si potesse dimostrare la correttezza della (nostra) scienza, al di là delle conseguenze.”

“Sembra che gli scettici abbiano avuto un bel colpo di fortuna (con quella pubblicazione) su Climate Research. Credo che dovremmo suggerire ai nostri colleghi ricercatori di non sottomettere più articoli in questa rivista, e neanche di citarli.”

“Una cosa è perdere Climate Research. Invece non potremmo fare a meno di Geophysical Research Letters.”

“Se ritieni che Saiers (editore di GRL) stia nel campo degli scettici, allora dovremmo provare attraverso i canali ufficiali dell’AGU a farlo buttare fuori.” Cosa poi avvenuta.

“Abbiamo investito circa 25 anni della nostra vita in questo lavoro. Perché mai dovrei rendere i dati disponibili a te, quando il tuo unico scopo è cercare di trovarci qualcosa di sbagliato.”

“*****, puoi cancellare ogni email che hai avuto con Keith sull’AR4 (quarto rapporto dell’IPCC). ***** farà altrettanto. Puoi anche scrivere a **** per dirgli di fare lo stesso. Noi pensiamo ad avvisare ******”.

“Sarebbe carino provare a “contenere” il periodo caldo medievale, anche se non abbiamo ancora una ricostruzione emisferica che arrivi così lontano nel passato.”

“Se la Royal Meteorological Society ha intenzione di chiedere agli autori di rendere disponibile tutti i dati – grezzi e risultati intermedi – non sottometterò più altri lavori ai giornali della RMS".

Ricordiamo, en passant, che è sulla base degli studi e delle pubblicazioni di questi scienziati che a Copenaghen i leader mondiali andranno a (tantare di) stipulare accordi sul clima.

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