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Cari “garantisti”, sulla legittima difesa bisogna dare ragione all'Anm

L’equidistanza è un errore, non possiamo dire "né con Salvini né con l'Anm". Stavolta i magistrati hanno ragione a protestare

1 Marzo 2019 alle 06:00

Cari “garantisti”, sulla legittima difesa bisogna dare ragione all'Anm

Matteo Salvini e alcun deputati della Lega manifestano a favore della legittima difesa davanti alla Camera nel 2017 (Foto LaPresse)

In un dibattito su una legge che il Parlamento deve ancora votare si può ragionevolmente credere che sia possibile evitare di considerare il merito della questione ? Un sindacato di categoria può vedersi interdetta la possibilità di pronunciarsi a proposito di un dibattito legislativo che riguarda l’operato della categoria stessa? Le due domande sono intrecciate nella questione sorta con la proposta governativa di modifica del codice penale a proposito di legittima difesa e rinfocolata da una discutibilissima visita in carcere del ministro dell’Interno e da una serie di sue dichiarazioni che, in linea col personaggio da lui attualmente interpretato, non possono che essere definite truci.

 

“Garantisti” a tutto tondo, come il direttore del Dubbio Piero Sansonetti scelgono l’equidistanza, spiegando come il governo voglia fare una legge pericolosa e Salvini ne argomenti la necessità nel modo peggiore ma il sindacato dei magistrati faccia male a pronunciarsi perché così condiziona il Parlamento. “Hanno torto tutti e due” scrive Il Dubbio, echeggiando lo slogan “né con lo Stato né con le BR” coniato a suo tempo da chi non aveva buona opinione di entrambi. All’epoca Leonardo Sciascia, “garantista” tormentato, dovette difendersi dall’accusa di aderire a quella scuola di pensiero, e replicò che, pur essendo fortemente critico su come lo Stato venisse condotto, la differenza nel merito fra le due entità accomunate gli era ben presente e l’equiparazione gli appariva impossibile. Bisognerebbe non temere di macchiare la propria patente di “garantista” e sostenere che, sulla legittima difesa, l’Anm ha ragione a protestare contro una proposta eversiva.

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  • verypeoplista

    verypeoplista

    01 Marzo 2019 - 17:05

    L'affermazione(orribile e datata e sciocchina)"nè con lo Stato nè con le BR"non credo proprio sia stata una astrazione recondita del buon Sansonetti ma una equivalenza gratuita;adesso però sorgono"spontanee"2 domande conseguenti nella"diatriba"in specie con l'evocazione dell'affermazione di cui sopra,ovvero Salvini (+Parlamento=Stato) e Anm(sindacato) ne deriva che Anm=BR ? Oppure il contrario e cioè Salvini (lo Stato)=BR ? . Le novità della nuova legge (nei 9 articoli che la comprendono) si evidenziano a)l'addio al margine di discrezionalità a disposizione dell'autorità giudiziaria nel valutare la legittimità della difesa(art.1 della legge modifica il 52 del cod.pen.)ovvero l'atto di respingimento in difesa è agito in legittima SEMPRE nel caso di intrusione domiciliare. b)ridotto il perimetro di ricorso giudiziario all'eccesso colposo(risarcimmenti al ladro, al danno la berffa) c) non è punibile chi agisce"in stato di profondo turbamento"(art.2 d'accordo il PD).Eversione? Suvvia...

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  • giantrombetta

    01 Marzo 2019 - 10:10

    Premesso che va espressa gratitudine al Foglio che sulla questione ospita accanto alla sua l’opinione di Langone, classificata pero’ come “preghiera”, voglio solo precisare che stavolta sono dalla parte del caro amico Camillo. E non solo perché, per principio e rispetto dei principi della nostra democrazia repubblicana, dalla parte di Anm non sono né sarò mai, trovando stravagante, per non dire inaccettabile, che da noi esista un’associazione dei magistrati intesa come sindacato corporativo se non partito che organizza chi per costituzione dovrebbe essere libero ed autonomo per definizione. Non credo sussistano altrove un sindacato di magistrati, che tra l’altro organizzi unitariamente accusatori e giudici. A proposito della sacrosanta battaglia per la sperazione delle carriere in ossequio al primo principio di ogni civiltà giuridica. L’uso della definitizione del garantismo s’e’ fatto un tantino confuso, negli ultimi tempi.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    01 Marzo 2019 - 09:09

    Condivido pienamente. Ricordo anzi il recente passato, quando il "garantismo" così mal interpretato, e ancor peggio applicato, fu quello di permettere a un NON-Partito di accedere al sistema elettorale partitico, con un simbolo eversivo di un'organizzazione rappresentativa non costituzionale, un "MoViMento" (in sostanza una Lobby, la lobby di Casaleggio). Tutto questo nonostante l'eversione fosse lapalissianamente presentata nell "inno nazionale" sbraitato da Grillo "... aprire il parlamento come una scatola di tonno". E poi ci chiediamo come siamo finiti qui, dopo che ci siamo allegramente suicidati, perché uomini privi di coraggio e lucidità mentale hanno preferito la vita non troppo complicata, nonostante avessero scelto una carriera al servizio dello Stato e delle istituzioni, che richiede ben altro che una stupida "equidistanza". Salvini condottiero di una banda involuzionaria, mediorientale.

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    • branzanti

      01 Marzo 2019 - 21:09

      Gentilissima sulla natura incostituzionale dei cinque stalle sono assolutamente d'accordo con Lei. E credo che la proposta di riforma dell'art. 52 CP , con una concezione della legittima difesa più lasca, possa rappresentare un pericoloso momento di involuzione sia giuridica sia dei comportamenti civili. Anche perché, contrariamente alla vulgata corrente, nella larghissima maggioranza dei casi la legittima difesa viene oggi riconosciuta in sede penale. La scelta di casi sbagliati da difendere (come ha recentemente fatto il truce) rischia poi di essere un ulteriore elemento di tensione.

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  • giuseppezavaroni

    01 Marzo 2019 - 08:08

    Mi dispiace dissentire sia nella forma che nella sostanza. E' indubbio che la polemica dei magistrati come categoria sul merito di una legge in corso di discussione in parlamento è un indebito tentativo di condizionamento del parlamento e del popolo. D'altra la predica sugli effetti di una legge futura da parte di chi difende uno status quo incivile e amorale, che consente ai magistrati astratti di trasformare le vittime in carnefici e viceversa è irricevibile e dovrebbe essere respinta da qualunque liberale ragionante. Che il Truce piaccia o non paccia dovrebbe essere un aspetto secondario.

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