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L'intramontabile populismo di Giampaolo Pansa

Il vecchio giornalista oggi continua a sostenere le tesi di sempre. I gialloverdi sono (anche) un prodotto del suo pensiero 

9 Febbraio 2019 alle 06:00

L'intramontabile populismo di Giampaolo Pansa

Il giornalista Giampaolo Pansa (Foto Imagoeconomica)

Di Maio, con la sua lettera al Monde sulla Francia già democratica nell’anno Mille, mostra a che punto siamo arrivati nel nostro paese ed è logico il risalto all’ennesima castroneria rivelatrice. Marginalmente qui oggi preme segnalare un’altra dichiarazione che offre forse una traccia, una delle tante, su come siamo arrivati a questo punto. Non un politico ma un giornalista di lungo corso, Giampaolo Pansa, ha proposto la sua soluzione dagli schermi di La7. “Questo è un governo di terroristi. L’unica alternativa è un governo di tecnici sostenuto dai militari”.

 

Molti, e da tempo, attribuiscono all’età avanzata le prese di posizione singolari e l’attività saggistica sulle orme di Giorgio Pisanò di una grande firma tanto amata un tempo dai lettori di sinistra. Si tratta di una spiegazione volgare e inutilmente offensiva. Pansa da Formigli non ha fatto che ribadire quello che già sosteneva sui giornali su cui scriveva negli anni 80 quando “il governo dei capaci e degli onesti” doveva essere la soluzione contro i partiti corrotti e Corriere e Repubblica si contendevano le interviste dei generali dei carabinieri.

 

Il “tecnico” allora designato alla guida del governo di salute pubblica era Bruno Visentini. Persero ma la campagna continuò e Pansa ne fu la penna più acuminata. Nacque allora la denigrazione del Parlamento e dei partiti attraverso un populismo giudiziario “da sinistra”, per certi versi inedito. Quarant’anni dopo, il Truce e Giggino ’o storico sono il prodotto ( finale?) di quella stagione mentre Pansa ripropone l’antica soluzione. “Ma Pansa, pensa?” si domandò Leonardo Sciascia quando fu trattato come un mafioso dalla grande firma. Il tempo non cambia le persone.

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  • giantrombetta

    13 Febbraio 2019 - 08:08

    Se mi e’ consentito, dissento. Panza e’ per fortuna cambiato in meglio, molto in meglio. Guardatevi attorno, ed in particolare in casa della sinistra, e vedete voi se trovate una risposta politica e democratica decente, presentabile, credibile ai presunti “terroristi” al governo. Pansa almeno ha il coraggio di parlare. Il segretario uscente del Pd, trionfalmente insediato dalle ultime primarie partecipate da milioni di votanti, e pure ex Capo del governo, non partecipa e tace al congresso del suo partito. Si astiene dall’intervenire, dice, perché se prende la parola semina casino dentro il partito. Poi uno si chiede perche’ governano Di Maio e Salvini. Spiace che Il Foglio non dedichi qualche paginetta a spiegare a noi foglianti se mai vi siano esempi nella nostra pur tormentata storia repubblicana di segretari di grandi partiti e presidenti del consiglio uscenti ritiratisi sdegnosamente sull’Aventino in fase congressuale. Per fare che, di grazia?

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  • carlo.trinchi

    09 Febbraio 2019 - 19:07

    Vero è che quando tutto, dico tutto si riconduce al qualunquismo, alla stupidità, alla incapacità dei ruoli e tutto sfugge alla logica delle cose logiche, la difficoltà del ricominciare non può avvenire con un cambio di partito perché si tornerebbe nell’impossibilità di riuscire a ricominciare. I romani nominavano un dittatore noi no. Potremmo prendere economisti validi ma non votati, come nel recente passato, dai Berlusconi e dai D’Alema. Un organismo tecnico fuori dai ruoli politici ha bisogno di una appoggio credibile nei risultati. Pansa ha ragione, il punto in cui potremmo trovarci non è quello del Berlusconi snobbato dalla lega e del PD senza più una guida. Qui siamo oltre, siamo prossimi al suicidio sociale di massa, collettivo. Quando il Rubicone della logica è oltrepassato tutto può divenire possibile, e la tesi di Pansa potrebbe non essere così peregrina.

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  • miozzif

    09 Febbraio 2019 - 12:12

    Parole sante, parole sante! Per fortuna che qualcuno ha buona memoria. La vecchiaia di per sé non è un difetto (e neppure le tantissime sigarette in gioventù).

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  • luigi.desa

    09 Febbraio 2019 - 10:10

    Quando attaccava il Cav Pansa era un feroce giustizialista che manco il processo direttamente la ghigliottina ,ma ha il pregio di una scrittura semplice ed efficace. Sì è un antesignano dei grillini.

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