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La partita decisiva contro la nuova cupola

Il tentativo di riorganizzazione dei mafiosi che dal modello narcos provano a tornare a quello basato su Belmonte Mezzagno, Misilmeri e Villabate

23 Gennaio 2019 alle 06:16

La partita decisiva contro la nuova cupola

Foto Imagoeconomica

Gli arresti di ieri a Palermo, per gli sviluppi nell’inchiesta sulla cosiddetta nuova cupola, cambiano qualcosa. Se non il giudizio di fondo, che resta centrato sulla fase di estrema debolezza di Cosa nostra e sull’ottimo operato di una parte della procura di Palermo, si precisa l’ambizione del tentativo di riorganizzazione dei mafiosi. I nomi che ora vengono fuori aiutano a capire. Leandro Greco ha avuto per nonno “il Papa” di Ciaculli, che fu capo dei capi, anche se per conto dei corleonesi, negli anni '80. Non è alla cronaca, peraltro ormai remota, che però bisogna guardare bensì alla storia. Il professore Salvatore Lupo, nella sua recente e fondamentale storia della mafia, parla diffusamente della famiglia Greco presente nelle cronache di mafia fin dal diciannovesimo secolo. La mafia profonda, delle origini, che dalla provincia comandava a Palermo dove Michele Greco frequentava i circoli bene, ma rimasta nei secoli attaccata alla terra. I corleonesi la spazzarono via o la asservirono al loro modello terroristico che ha portato al disastro tutti. Ora i superstiti pensano di ripartire dalle antiche radici, anche se con un gigantesco passo indietro nel tempo e nel fatturato, che del resto tende ad azzerarsi. Dal modello narcos si torna a quello basato su Belmonte Mezzagno, Misilmeri e Villabate, mandamenti convocati alla famosa riunione della velleitaria nuova cupola. Stavolta però gli investigatori, quelli veri, li seguono passo passo e ne sanno anticipare le mosse. In realtà si sta giocando una partita decisiva.

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    23 Gennaio 2019 - 20:08

    Mi aspetto (sono esigente; mi ha abituato a tortelli e pasta fatta in casa tutti i giorni, sa com'è..) due righe riguardo all'europeizzazione del problema Mafia Mafie. Siamo , a tutt'oggi, l'unico stato di 27 ad avere nel Codice Penale il reato di mafia. Chiedo scusa per il termine ma, di fatto, in Ue, riguardo all'associazione di stampo mafioso vige il negazionismo: Olanda, Romania, Germania, Francia, Uk, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Liechtenstein et al. negano l'esistenza della mafia all'interno dei loro territori.

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