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Un’automobile che brucia di notte e la scorta al “capitano Ultimo”

Salvini ripristini subito la tutela per l’uomo che ha catturato Totò Riina

19 Dicembre 2018 alle 06:00

Un’automobile che brucia di notte e la scorta al “capitano Ultimo”

Foto Wikimedia

[Aggiornato mercoledì 19 dicembre] Il Tar del Lazio ha restituito la scorta al colonnello Sergio De Caprio, il capitano Ultimo che arrestò Totò Riina. Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso presentato da De Caprio contro il ministero dell'Interno per l'annullamento, previa sospensiva, di tutti gli atti relativi alla revoca della misura di protezione disposta il 3 settembre. Il ricorso verrà trattato nel merito l'11 giugno.


 

Un’automobile che brucia di notte in una strada desolata della periferia romana non è un evento, purtroppo, così eccezionale. Quando però l’auto risulta rubata e le sue fiamme si alzano davanti alla casa famiglia gestita dal colonnello Sergio De Caprio la questione si presenta diversa dalle ordinarie vendette di malavita, piccola o grande, mafiosa o meno che sia. De Caprio, il “capitano Ultimo”, il carabiniere che tirò fuori Totò Riina da un’auto, gli puntò una pistola e lo arrestò, non è un tipo comune. Già il fatto che nel tempo libero gestisca, con una associazione di volontari da lui creata, una casa famiglia ne svela la personalità, la sensibilità ai problemi degli ultimi, di qui il suo nome in codice quando era nel Ros, la tensione etica quasi religiosa. Infatti nella comunità c’è anche un prete le cui tesi hanno fatto sorgere più di una perplessità nelle autorità religiose. Qualche dubbio è venuto anche in ambienti profani per un certo modo di condurre le indagini da parte di De Caprio quando ha diretto il Noe. Questa rubrica ne ha dato conto a suo tempo e qui non c’è difficoltà a dire che quei dubbi restano, ma ora la questione da mettere in primo piano è un’altra. A De Caprio un provvedimento del prefetto Paola Basilone, con l’avallo del ministro Salvini, ha recentemente revocato la scorta. Un minimo di decenza, ci si rende conto quanto sia una condizione attualmente difficile da raggiungere al Viminale, impone da subito il ripristino della tutela per l’uomo che ha catturato Riina.

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