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Bruno Vespa ci salverà dai giustizialisti?

L’Anm e il suo ex presidente Piercamillo Davigo sono succubi e forse complici della controriforma della giustizia 

22 Novembre 2018 alle 06:00

Bruno Vespa ci salverà dai giustizialisti?

Il conduttore di Porta a Porta Bruno Vespa (Foto LaPresse)

La corrente guidata da Piercamillo Davigo alle recenti elezioni dei membri togati del Csm ha ottenuto 2 seggi su 16, classificandosi quarta fra quattro liste concorrenti, con la metà dei seggi ottenuta da quella classificatasi terza. Se esistesse ancora il centro d’ascolto radicale sarebbe interessante comparare la presenza sui teleschermi del consigliere Davigo rispetto a quella degli altri suoi colleghi togati. Qui naturalmente si sostiene il diritto di tutti a poter esprimere le proprie opinioni anche, anzi soprattutto, se minoritarie. A maggior ragione se si tratta di un organo di autogoverno di una categoria che bocciò come suo rappresentante Giovanni Falcone. Il merito delle opinioni ha però innegabilmente un suo peso.

 

Oggi la sovraesposizione televisiva dell’ex pm di Mani pulite porta il segno di un’operazione politica funzionale nemmeno al governo ma a una sua componente, ma la partita che si vuole giocare ha obiettivi che vanno al di là della legge anticorruzione. È al codice riformato nel 1988, alla modifica dei tre gradi di giudizio, ai rapporti fra i magistrati dell’accusa e quelli del giudizio che si vuole alla fine arrivare, ben oltre la prescrizione, per delineare una complessiva controriforma della giustizia. Di questo progetto l’Anm pare succube ed è forse complice. Alcune parti della sinistra sembrano rendersi conto, con ritardo, del precipitare della situazione ma naturalmente sono piccole minoranze. Ci salverà Bruno Vespa?

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Commenti all'articolo

  • p.raparelli

    23 Novembre 2018 - 11:11

    Ci salverà Bruno Vespa?!!! Si salvi chi può!

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  • luigi.desa

    22 Novembre 2018 - 10:10

    Burlone o infido Davigo si lamenta del sistema delle impugnazioni nel processo penale, ma non spiega perchè quando il giudice di merito assolve in primo grado il pm corre ad impugnare anche se la innocenza dell'imputato brilla come il sole.Eppure l'assoluzione nel primo grado di giudizio dovrebbe essere preclusiva ad qualsivoglia impugnazione ( salvo errori marchiani) come avviene in paesi nei quali la civiltà giuridica è positiva e non speculativa come in genere è in Italia. Ma l'Italia è l'Italia. Berlusconi sollecitato da Antonio Martino -grande liberale- voleva che l'assoluzione nel primo grado di giudizio fosse inappellabile e fu bastonato di brutto. Craxi tornato dagli Usa indove aveva visto sventolare la bandiera stelle e strisce ovunque anche dai balconi propose di esibirla fòra degli edifici pubblici , gli italiani che Cavour attende ancora da fare,lo corcarono . Sursun corda .luides

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  • giantrombetta

    22 Novembre 2018 - 10:10

    Caro Bordin, ha perfettamente ragione a chiedersi non senza un pizzico di ironia se ci salverà Bruno Vespa. Intendo noi che da una vita ci battiamo invano per una giustizia finalmente più giusta. E con quel “noi” naturalmente intendo pure il Foglio ed il suo fondatore. Oddio, il dover far conto quasi solo sul pur sempre stimato Bruno Vespa, non mette addosso anche a lei un po’ di malinconia? A me, che ancora rileggo La Repubblica delle Procure pubblicato dal grande Arturo Gismondi a metà degli anni novanta, confesso di si.

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