Non tutte le assoluzioni sono uguali. Parola di Travaglio

Massimo Bordin

Il sindaco Raggi assolta perché il fatto non costituisce reato. Per il direttore del Fatto Quotidiano non vanno fatte distinzioni capziose. Ma in passato, con il generale Mori, parlava di responsabilità sostanziale degli imputati assolti

Weekend pieno di soddisfazioni per la sindaca Raggi fra la assoluzione in tribunale e l’esito negativo del referendum sull’Atac. Può aver fatto sorridere la sindaca perfino l’ironia, per una volta non volgare e perciò tagliente, della senatrice Taverna : “E ora non resta che un nuovo Spelacchio per chiudere degnamente l’anno”. E’ evidente come perfino nel suo movimento si rendano conto quanto la sua conduzione della città non sia inattaccabile ma l’opposizione deve pure fare qualche conto a partire dal risultato referendario. Una analisi di YouTrend per l’Agenzia Italia nota una stretta correlazione fra il voto espresso nel referendum e quello del centrosinistra alle amministrative e alle politiche. La conseguenza è evidente: è impensabile ipotizzare una possibile maggioranza che abbia come perno il Pd, anche considerando in calo i voti al M5s sicuramente interni alla schiacciante percentuale dell’astensione. Per il centrodestra il discorso potrebbe essere diverso ma dipende dalla Lega. Quanto alla assoluzione della sindaca Raggi la formula del fatto che non costituisce reato si può prestare a controversie e Marco Travaglio ha subito fatto notare che l’assoluzione deve intendersi piena e non vanno fatte distinzioni capziose. Benissimo. Si può però notare che quando il generale Mori e l’allora capitano Ultimo furono assolti da un tribunale palermitano con la medesima formula, Travaglio e il suo sodale dottore Ingroia parlarono di responsabilità sostanziale degli imputati assolti. Infine il ricorso al Tar annunciato dai promotori del referendum, i “radicali italiani”, è forse doveroso ma, considerato il 16,4 per cento di votanti, anche un filo azzardato.

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