C'è un problema (non solo) politico nell'apertura di Salvini alla nazionalizzazione di Autostrade

Massimo Bordin

Nell'intervista al Giornale il ministro dell'Interno ha detto una cosa in margine che può apparire banale, retorica ma può anche inquietare

Molte affermazioni sono criticabili nell’intervista concessa a Il Giornale dal vice premier e ministro degli Interni Salvini e, francamente e senza voler insegnare il mestiere a nessuno, è criticabile anche qualche silenzio dell’intervistatrice. Magari una domanda sul voto della Lega al cosiddetto emendamento “salva Benetton” poteva anche esser fatta, specialmente nel momento in cui il ministro si vantava trucemente di “non essere condizionato”.

 

In ogni caso la questione non sta nelle domande non fatte ma nelle risposte.

 

C’è un problema politico grande come una casa quando Salvini, che resta pur sempre segretario della Lega, apre alla politica di rinazionalizzazione delle autostrade cara al M5s ma presumibilmente molto meno ai governatori leghisti. Salvini ha però modo di dire una cosa in margine che può apparire banale retorica ma può anche inquietare. Si parla della abolizione dei pedaggi per Genova e il ministro sostiene che lui l’avrebbe già disposta per “coerenza, buon gusto e dignità”. Lasciamo perdere le facili ironie e concentriamoci sull’ultima parola, che è molto usata anche da Luigi Di Maio, non solo per il noto decreto. La dignità viene richiamata spesso a proposito delle iniziative del governo. Il sottotesto è chiaramente “Riconquisteremo la dignità che altri vi hanno fatto perdere”. Il dizionario Treccani ricorda come dignità in greco antico si traduca con la parola “assioma”, ovvero principio che non ha bisogno di dimostrazione. La stessa parola con i due significati. È possibile che non lo sappiano, ma parlando così spesso di dignità offrono un indizio di quanto sia inutile discutere con loro.

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