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Il grande equivoco del "cambiamento"

Alle origini della lunga cavalcata verso il successo di Lega e M5s

2 Giugno 2018 alle 06:09

Il grande equivoco del "cambiamento"

Beppe Grillo (foto LaPresse)

L’equivoco sta nella parola “cambiamento” ma in questo caso la parola “equivoco” è da considerarsi come aggettivo e non come sostantivo. L’uso equivoco della parola cambiamento, consentito con complice allegria dall’elettorato. In fondo la Lega nasce a causa della fine, dovuta all’anagrafe o alla politica, dei protettori democristiani delle imprese manifatturiere e agricole del lombardo-veneto presso la Comunità economica europea. La morte di “Albertino” Marcora, e la sua mancata sostituzione, causò il successo della Lega molto più di qualsiasi discorso di Umberto Bossi o del professore Miglio. Il popolo delle quote latte, e di tanto altro, trovò nuovi rappresentanti. Rinnovamento? Ma quando mai. Col nuovo millennio il “rinnovamento” dal dialetto passò alla lingua e il ceto medio, riflessivo sul suo impoverimento, decise di farsi rappresentare da un sonoro vaffanculo. Il giustizialismo fornì la risposta alla protesta per la contrazione, solo vagheggiata, della spesa pubblica. Finiti i soldi per le feste e la farina non restava che la forca. Ma non è bastato. Oggi le due ondate si incontrano contrattualmente e provano a farsi stato, cercando di ritornare all’età dell’oro del posto fisso e delle baby pensioni. Il guaio è che non è possibile. Il brutto arriverà quando saranno costretti ad accorgersene. Per una via d’uscita ragionevole non resta che sperare in alcuni ministri come Moavero, Tria e, senza piani segreti da ora x, Savona. L’unico cambiamento può venire da loro. Dall’opposizione sarebbe meglio ma pare difficile.

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Commenti all'articolo

  • oliolà

    04 Giugno 2018 - 20:08

    Non ci resta che sperare nella Mano Invisibile,qualsiasi cosa sia, che, quando non c'è fuori, la fa nascere dentro, l'opposizione.

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  • travis_bickle

    04 Giugno 2018 - 11:11

    Ssomparsa la DC, la Lega va al potere spinta dalle genti meccaniche del Lombardo Veneto rimaste senza santi in paradiso. Da qualche tempo, i portatori d'acqua con le orcchie del Partito fondato dal collaboratore mafioso esterno Don Maccello Delluci ci raccontano una soriella in cui il loro Padrone non viene menzionato fra coloro i quali hanno portato l'Italia al punto di adecidere di affidarsi a Salvini e Di Maio -essensdosi egli Padrone occupato esclusivamente degli affari suoi, leciti e criminali, per due decenni buoni, sulla pelle dei beoti italioti- ma vierne tratteggiato come una sorta di Cassandra-Grillo Parlante che, inascoltato, ci ha lungamente richiamti ai nostri doveri di cittadini e tax-payers, esortandoci a fuggire le sirene dell'uovo oggi in favore di una piu' saggiamente e meritoriamente guadagnata gallina del domani. RI-DI-CO-LI.

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  • carlo.trinchi

    03 Giugno 2018 - 10:10

    Lavorate per la ricostruzione di una opposizione che riporti il senno. Pronta all’occorrenza quando questi andranno a sbattere. Il compito di una stampa vera è questo. Le critiche hanno stufato perché le vediamo tutti. Quello che non vediamo è chi raccoglierà i cocci.

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    02 Giugno 2018 - 17:05

    Ai tre citati, aggiungerei Giorgetti. Per quanto concerne "l'opposizione" PD e/o altri è un "equivoco", manca addirittura la "posizione"; di questa ci sono solo i seggi e le segge (sedie in siculo che comprende il "gender corretto") nell'emiciclo.

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