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Il "mistero" su Aldo Moro, quarant'anni dopo

Cinque processi e svariate commissioni parlamentari hanno condannato i colpevoli e ricostruito gli eventi. Ma non è bastato a fermare le versioni alternative

9 Maggio 2018 alle 06:11

Il "mistero" su Aldo Moro, quarant'anni dopo

Ricorre oggi il quarantesimo anniversario dell’uccisione di Aldo Moro dopo i suoi giorni di prigionia, iniziati il 16 marzo con l’eccidio di via Fani. Tutti gli avvenimenti relativi al sequestro compresi in quell’arco temporale sono stati passati al setaccio per quarant’anni. Non è servito che a un certo punto uno storico come Ernesto Galli della Loggia ricordasse come nessun atto cruento di una certa complessità, anche protrattosi per meno di 55 giorni, sia stato chiarito in tutti i suoi dettagli. A qualche zona d’ombra è necessario rassegnarsi, purché la dinamica dell’evento sia nitidamente leggibile. Nella vicenda Moro cinque processi e svariate commissioni parlamentari hanno condannato i colpevoli e ricostruito gli eventi. Quelle che tuttora impazzano sono versioni alternative a quella ricostruzione alla quale si rifiuta di credere. Altri paesi in quegli anni ebbero che fare con un tipo di terrorismo analogo a quello italiano: la Germania e in misura minore la Francia. A nessun tedesco o francese venne in mente che quelle vicende nascondessero altro da quello che appariva. Il terrorismo di sinistra in Italia fu molto più esteso, coinvolse molti più gruppi, fece molte più vittime e molti di più furono gli arrestati le cui biografie divennero note. Per di più, avevano preceduto e seguirono la vicenda Moro altre azioni militari contro scorte e altri sequestri di persona senza suscitare dubbi sull’identità e il movente degli autori, appartenenti a gruppi anche meno organizzati delle Br, come ad esempio Prima Linea. Solo per il sequestro Moro si discute ancora di killer ’ndranghetisti e servizi segreti stranieri. Il “mistero” sta qui.

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    09 Maggio 2018 - 20:08

    La stima che ho per Bordin , a livello dogmatico e cioè assoluto, non è minimamente scalfita se oso qui, oggi, non essere completamente d'accordo con Lui; peccando così in pressapochismo, dabbenaggine e poca intelligenza. Oggi, per la quarantesima volta nella mia vita, ho pianto e ho ricordato. E sarà così tutti gli oggi del mio domani. Fintantoché non avrò la esatta percezione che è stata resa TOTALMENTE, integralmente, giustizia ad un Uomo, un Maestro, un Profeta. Non m'interessa dell'impressione che darò a chi mi legge; non m'interessa se non ho niente in mano. Ho solo la sensazione che la verità non è stata completamente detta: manca troppa roba..

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  • luigi.desa

    09 Maggio 2018 - 12:12

    I sinistri dal '68 ne combinarono di tutti i colori (95% terrorimo fu di sx) ma la stampa sinistra ogni giorno insorgeva denunciava complotti di destra e tentativi di assassisnio della democrazia. Passato il tempo degli ammazzamenti la sinistra a mezza bocca ammise qualche responsabilità ( i compagni che sbagliano) e dopo un pò si rimise in cattedra a dettare la morale e intimare ai compagni di stare all'erta per le derive fasciste o similari. A 73 anni dalla Liberazione l'on. Fiano ex comunista ora Pd ha lanciato un allarme drammatico in parlamento per il ricicciamento di pulsioni ( una decina di scemi) fasciste. Che fosse una imbecillagine fu dimostrato dal fatto che la sinistra sempre pronta ad insorgere ad ogni supposto attentato alla democrazia non insorse.

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  • giantrombetta

    09 Maggio 2018 - 09:09

    Il tutto ad opera di coloro che ogni minuto proclamano stima e fiducia incondizionata alla magistratura e alle forze dell’ordine che garantiscono la nostra sicurezza e la nostra vita civile con assoluta e conclamata professionalità. Guai a chi dubita della loro meritoria operosità, salvo poi industriarsi per decenni e decenni a dimostrare che sulle tragedie più gravi e serie costoro non hanno fatto ne’ capito nulla. La verità e’ sempre altrove. Dove non si prova ne’ si capisce, se non che sia altrove. Con l’aggiunta che il tempo finalmente ce lo svelera’. Commissioni, indagini e processi senza fine, pare stia scritto nella nostra Costituzione.

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