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La sentenza tra politica, circo e populismo giudiziario

Tortora in primo grado fu condannato come camorrista. In questo caso è diverso. A Napoli si limitarono a brindare alcuni giornalisti, qui si è applaudito in aula. E’ iniziata la terza repubblica, commenta Di Maio

21 Aprile 2018 alle 06:05

La sentenza tra politica, circo e populismo giudiziario

Leoluca Orlando, commentando entusiasta la sentenza, ha parlato di verità storica che diviene verità giudiziaria (foto LaPresse)

E’ stata una sentenza politica quella di ieri sulla “trattativa”. Da vari punti di vista. C’è un aspetto, diciamo così, tecnico e qui se ne era già parlato un paio di mesi fa, presentandolo come l’unico rischio che la difesa correva: rispetto alle quattro sentenze che hanno assolto Mario Mori su vicende relative alla trattativa, questa di ieri a Palermo è stata pronunciata da una corte d’assise, ovvero è stata l’unica con giuria popolare. Leoluca Orlando, commentando entusiasta la sentenza, ha parlato di verità storica che diviene verità giudiziaria, laddove per verità storica devono intendersi le intere mensole di libri, molti scritti da magistrati, che per una decina d’anni hanno consacrato le tesi dell’accusa prima del giudizio.

 

La verità storica di Orlando si costruisce nelle procure, si ufficializza nelle pubblicazioni dei pm e dei loro addetti stampa e consente al pregiudizio di sostanziarsi in verità giudiziaria grazie a una giuria popolare, nel tripudio in aula del popolo delle agende rosse e della “scorta civica” del dottore Di Matteo. Fosse solo un problema giudiziario saremmo nel campo di un orrore ben noto. Enzo Tortora in primo grado fu condannato a dieci anni come camorrista. In questo caso è diverso. A Napoli si limitarono a brindare alcuni giornalisti, qui si è applaudito in aula. E’ iniziata la terza repubblica, quella dei cittadini, ha commentato Luigi Di Maio. Forse precorre i tempi, siamo ancora a Weimar, ma almeno in Germania, un magistrato che trovò il modo di assolvere Dimitrov pure ci fu, quando le cose erano già precipitate e la “Terza Repubblica” si stava già insediando. Ieri ci si è limitati a Mancino.

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Commenti all'articolo

  • travis_bickle

    23 Aprile 2018 - 10:10

    Viva la democrazia e la vita libera, abbasso la mafia e il potere occulto. Meglio un Di Matteo di mille Dell'Utri e mille Berlusconi.

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  • fabriziocelliforli

    22 Aprile 2018 - 13:01

    Se avessi possibilità economiche e quel minimo di credibilità che si dà a chi detiene un pezzettino anche piccolo di potere che io non ho (né potere né credibilità né mezzi) , avrei già dato alle stampe migliaia di magliette con su scritto: IO STO CON BORDIN

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  • luigi.desa

    21 Aprile 2018 - 13:01

    Leoluca Orlando non ha mai spiegato come è possibile avere il pieno dei voti- 70% - a Palermo , regno di mafia. Eppure i suoi amici dell'anti-mafia ad oltranza sostengono che tale massa di voti si può ottenere solo se si è cumpari .

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