I cattivi alunni del prof. Mattarella

Perché è falso dire che la coalizione fra i secondi e i terzi tradisce la volontà degli elettori

20 Aprile 2018 alle 06:18

I cattivi alunni del prof. Mattarella

Sergio Mattarella (foto LaPresse)

Ci risiamo. Anzi non ci si è mai mossi. La coalizione fra i secondi e i terzi tradisce la volontà degli elettori, sostiene Giorgia Meloni, probabilmente convinta di aver fatto un passo avanti rispetto al Di Maio candidato premier in una elezione che non prevedeva candidature del genere. Prendiamo un sistema dove quelle candidature invece ci sono, quello inglese. Mettiamo il caso, teoricamente possibile, che i conservatori ottengano più deputati del Labour che però sommando i suoi a quelli dei liberali potrebbe formare il governo. Se i liberali fossero d’accordo, i conservatori sarebbero condannati all’opposizione e nessuno parlerebbe di tradimento del voto degli elettori, anche perché proprio quel voto avrebbe fornito la base per una operazione politica del genere. L’esempio riguarda un sistema maggioritario e un premierato forte. A maggior ragione non dovrebbe scandalizzare in un sistema proporzionale e parlamentare. Naturalmente a prescindere dal giudizio politico sull’operazione, che comunque sarebbe lecita. Parrebbe semplice. Il presidente Mattarella, che non è un cattivo maestro, nei due giri di consultazioni lo avrà sicuramente spiegato ai più riottosi. Il problema è che sono cattivi alunni e non si può escludere che finiscano col minacciarlo.

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