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“L’album di famiglia” delle Brigate Rosse e del Pci

Lo storico Gotor prova confutare l'affiliazione tra brigatisti e partito. Ma le argomentazioni sono deboli

24 Marzo 2018 alle 06:15

“L’album di famiglia” delle Brogate Rosse e del Pci

Interno della sezione DC di via Mottarone (Milano) dopo un attacco brigatista avvento il 1º aprile 1980

Miguel Gotor, ieri sul Fatto, è tornato, nell’ambito della pubblicistica per il quarantennale dell’uccisione di Aldo Moro, sul tema del rapporto fra Brigate Rosse e Pci. L’argomento era già stato trattato da Gotor in un suo libro, sia pure di passaggio. Per confutare la filiazione o almeno il legame parentale lo storico citava l’elenco dei libri sequestrati in un covo brigatista. Effettivamente si trattava di titoli molto di sinistra ma estranei alla tradizione del Pci. L’argomentazione, non irresistibile, viene riproposta ieri ma arricchita da una serrata critica al famoso articolo di Rossana Rossanda su “l’album di famiglia”. Ma no, sostiene Gotor, neanche parenti. La prova? Non solo i libri del covo ma il fatto che fra i fondatori il solo Gallinari fosse un giovane comunista che si ispirava a Pietro Secchia e che all’epoca del sequestro Moro le Br erano composte essenzialmente da ex di Potere Operaio, il gruppo più lontano dal Pci. Partiamo da qui. P.O. era, fra i gruppi extraparlamentari, l’unico che avesse come teorico ispiratore uno che dal Pci non è mai uscito, Mario Tronti e solo a Roma la colonna Br era composta principalmente da ex potoppini che nelle altre colonne erano assenti. Viceversa fra i fondatori c’era non solo Gallinari ma tutto un gruppo di giovani emiliani, fra i quali Franceschini, fuoriusciti dal Pci. Nella prima operazione giudiziaria contro le Br nel 1972, moltissimi fra le decine di indagati in Liguria e Piemonte, risultarono iscritti al Pci e in diversi erano della sezione di Occhieppo, in provincia di Biella, paese natale di Secchia. Era quello l’album di famiglia cui si riferiva Rossanda.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    01 Maggio 2018 - 14:02

    Sganasciamoci dalle risate .Erano al dunque tutti comun istoni anche se ognuno aveva un colore dell'arcobaleno.I paraculi combattere divisi per conquistare il potere unità La sorte a loro ha detto no sotto il profilo politico fattuale ma il dna della democrazia liberale è stato danneggiato irreparabilmente. Un communistone come napolitano presidente di una democrazia liberale .Una cavolata ma normale per una democrazia popolare quale è l'Italia .

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  • fabriziocelliforli

    25 Marzo 2018 - 21:09

    Grande Mirabile Bordin! Io , molto più approssimativamente e "tenenteColombomente", mi limito a dire che se la coscienza è pulita, che bisogno c'è di addurre prove su prove atte ad attestare la mancanza di continuità? Del resto Gotor, di cui mi sfugge una cosa che sia una recante il suo nome nonchè il suo ruolo nella società contemporanea, intervistato su blob ebbe a dire: non ricordo cosa facevo il giorno del rapimento moro; ero troppo piccolo per fortuna.

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  • branzanti

    24 Marzo 2018 - 12:12

    Credo sia un tema che andrebbe indagato e studiato, in chiave storica e di compressione politica di quanto avvenne negli anni '70 ed '80. Chi come me era giovane (ed anticomunista) in quegli anni non può ' dimenticare slogan come "le br non esistono" oppure "i compagni che sbagliano" cosi' come non v'e' dubbio che il PCI, in seguito, si schiero' contro il terrorismo. Fino ad ora mi pare ci siano stati troppi silenzi e reticenze.

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  • giantrombetta

    24 Marzo 2018 - 08:08

    Sedicenti brigate rosse, sedicenti comunisti....che solfa senza fine. Che ipocrita tesi. Quasi a salvarsi l’anima? In assenza di quel processo politico sulla fine del comunismo anche nostrano dopo la caduta del Muro, senza il quale tutto resta torbido e ambiguo. In fondo l’unica ammissione critica resta la celebre sentenza di Berlinguer circa la constatazione dell’esser venuta meno la spinta propulsiva dell’Unione Sovietica. Con ahime implicita ammissione che fino al giorno prima su quella spinta propulsiva i compagni comunisti nostrani avevano potuto contare. Per fare che e andare dove non era mistero. E che qualcuno pensasse fosse giunto il momento di accelerare ed andar oltre non si può escludere , storia alla mano,

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    • fabriziocelliforli

      25 Marzo 2018 - 21:09

      Mi scusi sig. Giantrombetta ; ma se NON ci fu nemmeno la cesura fra fascismo e post-fascismo (vedasi alla voce : Togliatti, amnistia e a quanto pensava Pannella) al punto che poco o punto della burocrazia fascista fu ben lungi dall'essere rimossa, codice Rocco compreso; come può pretendere la cesura che anch'io mi sarei aspettato dopo il crollo del Muro? mi scusi se mi sono agganciato. Saluti fraterni.

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