L'appello che pesa come un macigno sull'idea di un governo M5s-Pd

Firme autorevoli chiedono finalmente la riforma dell’ordinamento penitenziario. Era stata definita un favore alla mafia dai 5 stelle

7 Marzo 2018 alle 06:17

L'appello che pesa come un macigno sull'idea di un governo M5s-Pd

Un appello, con firme autorevoli e politicamente significative, si rivolge al governo tuttora in carica a proposito della riforma dell’ordinamento penitenziario perché, scrivono i firmatari, mantenendo fede all’impegno assunto ed esercitando la delega conferitagli da una legge votata dal parlamento, approvi la riforma riportando l’esecuzione della pena dentro una cornice di legalità costituzionale e sovranazionale dopo le umilianti condanne europee. La riforma è quella bloccata in consiglio dei ministri dalle preoccupazioni elettorali del segretario del Pd attraverso la sottosegreteria alla presidenza. La riforma era stata definita un favore alla mafia dai 5 stelle e agli immigrati delinquenti dalla Lega. Oggi, dopo il voto è partita una insinuante e torbida campagna politico mediatica “da sinistra” per portare il Pd a sostenere un governo dei 5 stelle. L’appello, che ha il senso della intransigenza sui valori della legalità democratica, è politicamente un macigno sulla sola ipotesi di un governo del genere, ed è firmato da personalità come gli ex presidenti della Consulta Valerio Onida e Gaetano Silvestri, giuristi come Giovanni Fiandaca, Carlo Federico Grosso, Vladimiro Zagrebelski ma anche magistrati, come Edmondo Bruti Liberati e l’attuale procuratore capo di Torino Armando Spataro. Naturalmente c’è l’Unione camere penali ma anche Magistratura democratica e Area, le associazioni di sinistra dell’Anm. Gli unici a sostenere l’appello, per ora, nel mondo politico sono quelli del partito radicale, fuori dal parlamento per scelta loro, ma chi non volesse portare il Pd a fare da stampella a Di Maio ha così almeno un argomento in più.

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Commenti all'articolo

  • tenen314

    07 Marzo 2018 - 09:09

    Non mi pare "... un macigno sulla sola ipotesi di un governo" M5S-PD. Infatti quattro righe prima Bordin scrive che la riforma è stata bloccata dalla segreteria del PD, che è ancora la stessa, e probabilmente non ha voglia di perdere ulteriori elettori.

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