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Il pensiero schiettamente reazionario di Davigo

Il magistrato non si smentisce e gioca con parole e concetti citando Hobbes. Rimettiamo nel cesto il serpente tentatore

24 Febbraio 2018 alle 06:10

Il pensiero schiettamente reazionario di Davigo

Piercamillo Davigo (foto LaPresse)

Piercamillo Davigo è sicuramente abile, una mente speculativa ragguardevole al servizio di un pensiero schiettamente reazionario, che non si smentisce nell’intervista di ieri a Liana Milella su Repubblica in cui citando Hobbes gioca con le parole e i concetti. Agente provocatore è un modo di definire chi si muove in un’operazione sotto copertura, dunque un infiltrato. Logico che debba commettere reati ma nessuno se ne scandalizza. Operazioni del genere se ne fanno nei confronti delle organizzazioni del traffico di droga e sono regolamentate dalla legge.

 

Perché non fare lo stesso sulla corruzione? L’unica spiegazione è che si vogliono difendere i corrotti. Questo il ragionamento del dottore Davigo. Abile. Ma non funziona lo stesso. Lo spaccio di droga esige una organizzazione più o meno complessa, nella sua fase più elementare l’infiltrato non serve. Si legge sui giornali “Offre droga a un poliziotto. Arrestato”. Avete mai letto “Accetta soldi da un poliziotto in cambio di una dose di droga”? Soprattutto, l’operazione sotto copertura nasce nei confronti di una organizzazione già operante, l’infiltrato, lo dice la parola stessa, non provoca la nascita del reato ma si insinua nelle sue pieghe. Può farlo anche in vicende di corruzione come dimostra il caso della Tav Roma-Napoli, qui già citato. Altra cosa è testare l’onestà di un singolo che nulla di male sta facendo. Rimettiamo nel cesto il serpente tentatore, come è stato già scritto.

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Commenti all'articolo

  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    24 Febbraio 2018 - 19:07

    I pensieri del giudice/magistrato mi paiono maniacali, anti-sociali e sociopatici, da "chiodo fisso" tipico della storia di ogni regime totalitario : "c'era una volta un piccolo ometto con una grande ossessione ... ... ... ... ... ... E vissero tutti infelici e scontenti (circondati da morti ammazzati)."

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  • luigi.desa

    24 Febbraio 2018 - 10:10

    Meno male che Davigo non conta nulla ma , durante mani pulite -operazione politica che mirava a scardinare l'assetto istituzionale dello stato per sostituirlo con un altro- invitato da Vespa ove potè esprimere il suo illuminato pensiero non andò oltre la prefigurazione dello stato etico.Qualche anno fa con una girandola di parole con naturalezza espose quello che è in sostanza il suo lavoro di pm ,agire in costanza del principio di presunzione di colpevolezza e girare la palla al giudice per risolvere la questione . Tutti colpevoli e poi a questi concedere la speranza che a Berlino ci sia un giudice.

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