Don Aniello Manganiello si schiera contro Saviano

Massimo Bordin

L'ex parroco di Scampia contesta allo scrittore la mancanza di una rappresentazione orientata al bene e all’esaltazione di chi lo persegue. In parole povere, la mancanza nei suoi libri di eroi positivi

“Siamo stanchi di Gomorra. Siamo stanchi dei tuoi romanzi. L’opinione pubblica preferisce le storie che aumentano l’adrenalina, le trame violente e criminali, e lo scrittore preferisce ignorare gli uomini e le donne che tutti i giorni rischiano per contrastare la cultura mafiosa”. Così don Antonio Manganiello, già parroco a Scampia, si aggiunge ai critici di Roberto Saviano. Lo fa parlando al plurale, sentendosi interprete di una comunità, da sacerdote. La polemica che innesca è insidiosa. In sostanza tocca la libertà di espressione. Don Manganiello contesta allo scrittore la mancanza di una rappresentazione orientata al bene e all’esaltazione di chi lo persegue. In parole povere, la mancanza nei suoi libri di eroi positivi. L’eterna pretesa di ogni regime, un canone culturale educativo. Il sacerdote, con queste sue parole, probabilmente non si rende conto di rendere in realtà un omaggio a Saviano, riconoscendogli un ruolo di scrittore libero non piegato al conformismo della correttezza politica.

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