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La mafia ha usato la ‘Ndrangheta come una tecnostruttura?

Seconda puntata del processo “’ndrangheta stragista” che si sta svolgendo a Reggio Calabria

4 Gennaio 2018 alle 06:17

La mafia ha usato la ‘Ndrangheta come una tecnostruttura?

Foto LaPresse

Ieri qui si è scritto del processo “’ndrangheta stragista” che si sta svolgendo a Reggio Calabria. Una sorta di appendice del processo palermitano sulla cosiddetta trattativa. Si è ricordato come a distanza di vent’anni dalla sentenza sugli attentati a militari dell’arma dei carabinieri avvenuti in Calabria fra il 1993 e il 1994, una conferenza stampa degli inquirenti ne aveva cambiato il movente agganciandolo alle stragi di Cosa nostra del 1993. La mafia ha usato la ‘Ndrangheta come una tecnostruttura, disse uno degli inquirenti. In questi giorni, in corte d’assise, uno dei pentiti cui si deve il ribaltamento di movente ha spiegato come la tecnostruttura funzionasse. Consolato Villani, uno dei due esecutori materiali, all’epoca dei fatti minorenne, è partito nel suo racconto da una richiesta di un malavitoso reggino di poco più grande, Giuseppe Calabrò. “C’è da sparare ai carabinieri, te la senti?” “E qual è il problema?” rispose lo scalpitante diciassettenne. Si armarono con un mitragliatore costruito per i film, ma modificato come vera arma da un meccanico di Palmi che aveva l’officina a fianco del commissariato, e con una lupara. Partirono con la macchina di famiglia di Villani. Vagarono nella notte alla ricerca di una gazzella dei carabinieri, percorrendo la periferia di Reggio Calabria, finché la trovarono, le si affiancarono e uno dei due cominciò a sparare. I carabinieri non furono colpiti e da preda divennero inseguitori. Gli assalitori fuggirono a piedi abbandonando l’auto. All’alba la casa di Villani fu perquisita e i suoi genitori, peraltro noti alla polizia, portati in questura. Questo l’esordio della tecnostruttura. Domani una nuova puntata.

 

(2. continua)

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    04 Gennaio 2018 - 19:07

    Ieri su twitter circolava la notizia di una scoperta destinata a fare un deciso passo avanti nella lotta contro il cancro: due "robe" (sto andando a memoria: sostanze? proteine?) che, interagendo, favoriscono la crescita delle cellule tumorali. E fin qui il parallelismo mafia-'ndrangheta. Il rimedio che si troverà in medicina vedremo come , decrittato e ricontestualizzato, potrà essere applicato alla criminalità organizzata. Si è capito poco? Meglio: un alibi in più per me.

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    • fabriziocelliforli

      05 Gennaio 2018 - 11:11

      Sinergia fra proteine fa proliferare le cellule cancrenose; sinergia fra gruppi criminali fa sopravvivere la criminalità, potenziandola e moltiplicandone le cellule sociali cancrenose (individui).

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