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Nei prossimi giorni il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scioglierà le camere. Ecco cosa aspettarsi dalle prossime elezioni

26 Dicembre 2017 alle 20:54

Mattarella e lo sciogliemento delle Camere

Sergio Mattarella (foto LaPresse)

Ormai ci siamo. Fra quarantotto ore il presidente della Repubblica scioglierà le camere, sentiti i presidenti di Liberi e uguali, battuta ormai inflazionata. Ci sarà tempo per orientarsi nella campagna elettorale a patto di non prendere troppo sul serio la rete, ma un po’ sì, e le dichiarazioni di voto delle celebrità. L’esperienza insegna che i partiti che “piacciono alla gente che piace” in genere sono piccoli e tali restano.

 

Il sistema elettorale con il quale si voterà è quello che è, non privo di aspetti complicati e macchinosi.

 

Le liste minori, oltre naturalmente gli astenuti, potrebbero decidere la partita e senza dubbio le due sinistre, il Pd e LeU, sono quelle che rischiano di più di vedere svanire un apporto senz’altro significativo. La lista +Europa di Emma Bonino ha incassato significativi endorsement ma la sequenza dei risultati delle liste radicali, ufficiali o meno, negli ultimi anni non è incoraggiante. Specialmente se non dovesse apparentarsi con il Pd e dovesse puntare al 3 per cento, il risultato non sarebbe affatto scontato. Lo stesso vale per il triciclo composto da socialisti di Nencini, Verdi e, diciamo così, prodiani. Non devono raccogliere firme, saranno molto probabilmente apparentati al Pd, qualche voto potrebbero portarlo ma eleggere deputati o senatori sembra più complicato.

 

Infine ci sono liste a sinistra di Liberi e uguali. Devono raccogliere le firme, e nella remota ipotesi ci riuscissero è da escludersi che almeno una di esse raggiunga il 3 per cento. A sinistra dunque ci sono possibilità, legge elettorale aiutando, che si ripeta in qualche modo quello che accadde nel 1972, quando dispersero quasi un milione di voti.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    27 Dicembre 2017 - 11:11

    Bordin è analista politico di lungo corso e sempre acuto ,ma quando parla dei radicali vede rosso nel senso che perde la bussola. ' Risultati non incoraggianti' per lui sono alle ultime elezioni politiche lo 0,2 dell'accoppiata Pannella y Bonino. Pur con la gran cassa mediatica - forse per quella mezza bandana che si è messa in testa da Madre Teresa - se corre sola cucca manco lo 0,2. Quando alle europee prese il 9% nel '99 ascoltando a radioradicale i suoi comizi - pensiero liberal-populista di Pannella, terminator del partito di Pannunzio&C ,riassemblato e non tiritere logorroiche girovaganti - la radio fu inondata di telefonate entusiaste da simpatizzanti di tutta la destra ,oggi è farfugliante populista con la sua stolida accoglienza e spostamento da radicale a posizioni pur mascherate di sinistra verso sinistra. Bonino senza il carisma di Pannella oggi è una illusione per non dire maschera o macchietta. E poi e poi ,il mistero della stima (?) del Il Foglio. lds

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    27 Dicembre 2017 - 00:12

    Carlo Calenda: "Serve un'Assemblea Costituente" Un sogno: Sergio Mattarella gli affida l'incarico di formare il governo. lui lo accetta e mette insieme, nelle due Camere, una maggioranza, compatta e decisa di due terzi. Dopo tre settimane, l'Assemblea Costituente inizia i lavori. Dopo sei mesi, ferie incluse, Sergio Mattarella firma la Carta della Italia.02. Porca miseriaccia, è suonata la sveglia.

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  • Giovanni

    26 Dicembre 2017 - 21:09

    E dunque Bordin, vista la situazione, è probabile che il PD perda e a vincere potrebbero essere il Centrodestra o i Grillini? Il Centrodestra...ancora ancora... ma i grillini ....brrrr

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