Il caso Dell'Utri e l'abuso del reato di "concorso morale"

Considerazioni sulle polemiche (infondate) per la mancata scarcerazione dell'ex parlamentare di Forza Italia

26 Ottobre 2017 alle 06:03

Il caso Dell'Utri e l'abuso del reato di "concorso morale"

Marcello Dell'Utri (foto LaPresse)

Una considerazione marginale intorno alle polemiche, da più parti infondate, sulla sentenza di qualche giorno fa in cui la Corte di cassazione negava la possibilità per Marcello Dell’Utri di fruire degli sconti di pena del cosiddetto decreto “svuota carceri”, che per la per la verità le carceri non le svuotò. Molti, indifferenti all’oggetto della sentenza, sono tornati a discutere più in generale del reato per cui Dell’Utri è detenuto, l’ormai famoso “concorso esterno in associazione mafiosa”. Non è vero che sia un reato non previsto dal codice, ha sostenuto in un suo intervento Antonio Ingroia, spiegando che nel codice sono presenti sia il reato di associazione mafiosa sia quello di concorso che può essere applicato ad altri reati. E’ oggi molto usato, per esempio, il reato di concorso in omicidio. Perché dunque non si potrebbe applicare al reato di associazione mafiosa? L’argomentazione è acuta, infatti non è di Ingroia ma di Gian Carlo Caselli, che rimanda a Giovanni Falcone l’idea originaria. Parte dei giuristi non è d’accordo e la questione è innegabilmente complicata. Storicamente un fatto è certo. Il reato di concorso per un omicidio fu applicato nel marzo 1977 nella sentenza per l’uccisione a Roma del giovane neofascista Mikis Mantakas. Umberto Terracini criticò fortemente l’uso del “concorso morale” in un processo dove le prove scarseggiavano e previde che quella innovazione avrebbe fatto cattiva giurisprudenza e infatti il reato di concorso fu molto usato, da raro che era, nei successivi processi di terrorismo. Ha una logica che poi sia tornato utile per quelli di mafia ma condanna la nostra giustizia a dilatare una logica “di emergenza” che è spesso causa di arbitrii.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • ilgimmi62@alice.it

    ilgimmi62

    26 Ottobre 2017 - 13:01

    Caro Bordin, lei è proprio bravo, leggerla è sempre un piacere, grazie

    Report

    Rispondi

  • giantrombetta

    26 Ottobre 2017 - 09:09

    La risposta più convincente e seria la trovo nel servizio di Rocco Todero. E nell’arguzia di Andrea Marcenaro. E se si vuole approfondire lo stato del nostro Stato di diritto si può sempre scorrere l’elenco dei protagonisti della manifestazione della sinistra di lotta contro l’approvazione della legge elettorale considerata liberticida e truffaldina, tra i quali pare ci fosse il magistrato di Cassazione autore della sentenza che ha decapitato politicamente un ex presidente del Consiglio, oggettivamente dicendo agli italiani che sono stati governati da un delinquente da loro eletto.

    Report

    Rispondi

Servizi