Marine LePen (foto LaPresse)

Quella sinistra che voterebbe Marine Le Pen

Massimo Bordin

Due considerazioni politiche a partire da un tweet di Fassina

“Grazie ai twit di tanti appassionati anti-euro sto scoprendo che Marine Le Pen è sincera democratica di orientamento marxista e keynesiano”. Ieri mattina questo intervento di Stefano Fassina ha creato un po’ di scompiglio fra i frequentatori di Twitter con opinioni di estrema sinistra. I commenti sono stati i più vari, pochi quelli lusinghieri. In sintesi si è andati da giudizi tipo “è definitivamente impazzito” fino a “l’avevo detto da tempo che sarebbe finito così”. In netta minoranza quelli che timidamente hanno azzardato “Forse ironizza” più come una speranza che una convinzione. Invece avevano ragione loro, ironizzava, perché in un twit precedente l’ex viceministro del governo Monti aveva definito la Le Pen “invotabile”.

 

Le considerazioni politiche possibili sono due. Intanto Fassina potrebbe chiedersi se l’equivoco si sia creato per la sua possibile scarsa propensione all’ironia oppure perché il suo discorso è apparso verosimile ai suoi follower, presumibilmente non di estrema destra. In tal caso rassicurarli ulteriormente pare necessario. Ma è meglio concentrarsi sul primo twit che ha causato, come si descrive infelicemente nel secondo, dissensi di segno opposto, sempre nello stesso bacino di ascolto, da parte di chi evidentemente ritiene, pur dichiarandosi di sinistra, non “invotabile” ma votabilissima la Giovanna D’Arco del Front National. La questione è vecchia e nella storia ha avuto conseguenze ben più gravi della divisione nella non sterminata area di elettori di Fassina. Fra i possibili temi di discussione in attesa del ballottaggio è comunque meglio della differenza d’età fra i coniugi Macron.

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