Una crepa (virtuale) nella monolitica propaganda grillina
Proprio nei social network il movimento di Grillo arretra
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5 AUG 20

L’esperienza ormai ha insegnato che non c’è un rapporto diretto fra il consenso al M5s e quelli che l’informazione politica presenta come clamorosi insuccessi o infortuni. L’ultima delle molte verifiche in merito ha riguardato la gestione del comune di Roma. Una martellante e impietosa, ma indiscutibilmente fondata su fatti, campagna mediatica ha solo lievemente scalfito nei sondaggi le massicce percentuali pentastellate. Si è confermato come Grillo, Raggi, Di Battista e compagni possano affermare le più evidenti castronerie o combinare i pasticci più assurdi senza vedersi sostanzialmente revocare da una quota significativa di opinione pubblica l’investitura almeno a principale forza di opposizione. Dunque è difficile pensare che il mood possa cambiare per l’ultima ridicola pantomima europea, svoltasi con personaggi e ambienti sconosciuti ai più. Eppure, nel suo blog sull’Huffington Post, Guido Pietrangeli nota una crepa nel tessuto più compatto nel sostegno e nella propaganda del M5s. Proprio nei social network il movimento di Grillo arretra. Niente più sciami di tweet e post osannanti, pur provenienti da account improbabili, piuttosto netta predominanza di commenti critici, taluni sferzanti, con largo corredo di consensi e poche opposizioni. Il dato numerico più interessante è il raffronto su Facebook fra il comunicato di Grillo, con la sua spiegazione del mancato accordo con l’Alde, e quello, assai critico di Salvini che ha ottenuto più commenti, più condivisioni ma soprattutto un numero di consensi infinitamente superiore (26mila contro duemila). Non è un sondaggio ma è comunque interessante.