cerca

Cosa c'entrano i Forconi con la Costituzione e i suoi "partigiani"

Dietro l’idea dell’arresto in nome di un articolo della costituzione si può ritrovare l’eco delle teorie di certi magistrati palermitani

15 Dicembre 2016 alle 05:45

forconi

Protesta del movimento dei Forconi (foto Ivan Crivellaro via Flickr))

Una espressione, che pare sia stata usata dai soggetti che ieri hanno tentato di “arrestare” il parlamentare Osvaldo Napoli, può forse far riflettere. Uno degli energumeni avrebbe affermato che l’azione veniva eseguita in nome di un articolo della Costituzione, non meglio precisato. Si può pensare allo strafalcione di un ignorante. Ovviamente gli arresti si eseguono per violazioni del codice penale, ma a furia di citazioni a sproposito della carta costituzionale non deve stupire che essa finisca per essere invocata mentre palesemente si commette qualcosa che mima – è da sperare che a questo ci si limitasse – un sequestro di persona. Però, a ben riflettere, l’azione dei Forconi, così motivata, può essere considerata qualcosa di più di una applicazione di qualche sconclusionato ragionamento del capocomico e dei suoi seguaci. Dietro l’idea dell’arresto in nome di un articolo della costituzione si può ritrovare l’eco delle teorie di certi magistrati palermitani, auto definitisi “partigiani della Costituzione”, che in nome della violazione di essa, e non dei codici, proclamano di fondare l’azione penale. Difficile pensare che gli energumeni abbiano letto i libri del procuratore generale Roberto Scarpinato, al quale naturalmente qui non si vuole addebitare certo alcuna responsabilità oggettiva dell’accaduto. Il fatto è che, senza nemmeno saperlo, dal punto di vista teorico il flash mob, chiamiamolo così, a questo finiva per alludere. Del resto teorie innovative del diritto implicano nuove forme di polizia giudiziaria.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • cantma

    15 Dicembre 2016 - 22:10

    ....a questo punto, meno male che il No ha vinto. Come diceva quello:" Ve lo meritate Alberto Sordi!!".

    Report

    Rispondi

  • Giovanni

    15 Dicembre 2016 - 10:10

    Bordin, questi sono solo dei volgari fascistelli che si nutrono di retorica violenta e azioni sconsiderate. Prenderli alla leggera non è saggio perchè purtroppo il loro esempio si diffonde a macchia d'olio. Non dobbiamo dimenticare la nostra storia. Il popolo italiano è passato dal fascismo alle brigate rosse e nere al rapimento e omicidio Moro, alla strategia della tensione, ai "vaffa" del comico pregiudicato. Dietro tutto ciò ci sono sempre stati "i cattivi maestri" sia in senso metaforico che letterale. La nostra scuola è letteralmente uno dei cattivi maestri: una scuola scadente, approssimativa, scioccamente populista il cui il corpo insegnante oltre ad essere spesso assai poco preparato propina assai volentieri agli alunni messaggi che direttamente o indirettamente spingono alla disobbedienza sociale e spesso non tanto civile. Molti in Italia si sciacquano la bocca con la parola "democrazia" ma non sanno nemmeno cosa sia e quali ne siano diritti e doveri.

    Report

    Rispondi

Servizi