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Ma insomma, i “cattivi” nel Pci chi erano?

Coraggiosamente Occhetto propone al Fatto, che sicuramente avrebbe preferito evitare la citazione negativa, questi due nomi come veri responsabili dell’appoggio all’invasione sovietica.

25 Ottobre 2016 alle 06:15

Ma insomma, i “cattivi” nel Pci chi erano?
Dunque a distanza di 50 anni Achille Occhetto non sa ancora spiegarsi come sia stato possibile che Pietro Ingrao si sia schierato dalla parte dei carri armati sovietici che invasero l’Ungheria. Quanto a lui, Occhetto, “rimase in bilico” considerando le ragioni dei socialisti ma anche “l’alterità nobile ma su basi sbagliate del Pci”. Per la verità, anche cercando con attenzione, della simpatia con cui all’epoca Occhetto sostiene di aver considerato le opinioni di Nenni, non c’è traccia ma il titolo dell’intervista, pubblicata dal Fatto, ci assicura che allora il giovane Occhetto “stava con Nenni”. Chi l’avrebbe detto. Resta al lettore giovane un dubbio. Ma se l’atteggiamento di Ingrao era inspiegabile, Occhetto stava con Nenni, Togliatti era pur sempre Togliatti e non gli si poteva chiedere quello che per lui sarebbe stato impossibile, allora i “cattivi” nel Pci chi erano? Facile. Napolitano e Macaluso. Coraggiosamente Occhetto propone al Fatto, che sicuramente avrebbe preferito evitare la citazione negativa, questi due nomi come veri responsabili dell’appoggio all’invasione sovietica. Furono loro a schierare il partito con l’Armata rossa nel 1956 così come 40 anni dopo tentarono di schierare il Pci con il Psi di Craxi, che non era quello di Nenni, sostiene Occhetto. Nella prossima intervista verrà spiegato meglio che Napolitano era in contatto con i sovietici attraverso un ponte radio installato a Posillipo da contrabbandieri miglioristi e Macaluso era in Ungheria per convincere Puskas a restare nella Honved o, in subordine, rinunciare al Real Madrid per passare al Palermo.

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