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Caro D'Alema, la riforma costituzionale non c'entra con i “valori fondamentali” del Pd

“Valori fondamentali” del partito cui è ancora iscritto Massimo D’Alema non possono essere contraddetti dall’idea di riformare la Costituzione, o almeno non può pensarlo chi ha presieduto una commissione bicamerale che aveva lo stesso compito.

13 Ottobre 2016 alle 06:03

Caro D'Alema, la riforma costituzionale non c'entra con i “valori fondamentali” del Pd
I “valori fondamentali” del partito cui è ancora iscritto Massimo D’Alema non possono essere contraddetti dall’idea di riformare la Costituzione, o almeno non può pensarlo chi ha presieduto una commissione bicamerale che aveva lo stesso compito. Né il ridimensionamento del ruolo del Senato può indurre ad affermazioni così categoriche chi ha militato fin da piccolo in un partito che ha pubblicato atti dei suoi convegni per il superamento del bicameralismo perfetto così ponderosi da riempire un paio di mensole. Anche la lotta contro il “populismo dall’alto”, ove fosse, fatica a essere credibile in compagnia dei leghisti Giorgetti e Fedriga, peraltro sempre più difficilmente classificabili come una costola della sinistra. Tutto ciò non è granché credibile, mentre lo è l’idea che D’Alema avrebbe fatto meglio di Renzi una riforma costituzionale. In ogni caso lui lo pensa sicuramente e qui si è anche disposti a dargli ragione. Ma è andata così, forse spiegabilmente, e comunque non c’è molto da fare. In ogni caso i “valori fondamentali” non si vede come possano essere chiamati in campo. A meno che fra essi non ve ne fosse uno non scritto che categoricamente escludesse la possibilità che il partito potesse finire in mano a un giovanotto di Rignano estraneo alla ditta e ai suoi soci.

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