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Casi giudiziari complessi e poco sobri nella Sicilia di Sciascia

La madre della bambina presa in braccio, forse inopportunamente ma senza malizia o forse con le peggiori intenzioni, da un pregiudicato indiano, sostiene che la legge “la fa vomitare”.

23 Agosto 2016 alle 06:11

Casi giudiziari complessi e poco sobri nella Sicilia di Sciascia
La provincia siciliana offre casi giudiziari complessi, o almeno controversi, senza bisogno di ricorrere alle vicende mafiose. Leonardo Sciascia e Cesare Terranova litigarono a proposito della responsabilità di un contadino nel truce delitto, a sfondo sessuale, che ebbe vittima una bambina gettata in un pozzo. La vicenda di Ragusa è, per fortuna di tutti, assai meno cruenta ma il dibattito ferve e tocca le istituzioni, secondo copione. La madre della bambina presa in braccio, forse inopportunamente ma senza malizia o forse con le peggiori intenzioni, da un pregiudicato indiano, sostiene su tutti i media che la legge, in base alla quale il pm ha deciso di non arrestare il presunto rapitore, “la fa vomitare”. Il procuratore capo, di fronte a una ispezione disposta dal ministero che può essere tranquillamente letta anche a tutela del pm, dopo il clamore dato alla vicenda, protesta con il ministro, che si è attivato nell’unico modo consentitogli dalla legge, perché avrebbe preferito piuttosto una informale telefonata di solidarietà, a prescindere. In questa storia di fine agosto, a parte il ministro Orlando – e la cosa non sorprende – l’unico altro che si è finora comportato sobriamente è il pregiudicato indiano, che ribadisce la sua innocenza.

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