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Il dibattito ferragostano su titoli e vignette

Il dibattito ferragostano su titoli e vignette prosegue sui social e qui, in mancanza di meglio, si approfitta. “Lo stato delle cos(c)e” è un titolo in perfetto stile travagliesco, di fascia alta, si potrebbe dire.

11 Agosto 2016 alle 06:18

Il dibattito ferragostano su titoli e vignette
Il dibattito ferragostano su titoli e vignette prosegue sui social e qui, in mancanza di meglio, si approfitta. “Lo stato delle cos(c)e” è un titolo in perfetto stile travagliesco, di fascia alta, si potrebbe dire. Innalzato, rispetto allo standard abituale dei doppi sensi alla Bombolo e Cannavale, almeno dalla citazione, sicuramente apprezzata dai cinefili, di un film di Wim Wenders prima maniera. Già nel titolo si vede il contributo di Mannelli. Quanto alla vignetta, lui le donne che gli sono antipatiche le ha sempre disegnate così. E’ bravissimo ma è un “cattivo ragazzo”. Per un disegno simile che aveva come bersaglio Marta Marzotto fu cacciato da Repubblica. Non è da credere che al Fatto corra lo stesso rischio. Che i toni della campagna condotta contro il ministro Boschi siano spesso volgari e sessisti è indubbio ma, in fin dei conti e all’interno dei limiti del codice penale, ognuno è libero di mettere su pagina quel che meglio, o peggio, crede. Su Facebook Stefano Feltri critica chi si è indignato per la vignetta e non per i temi portati alla luce nei molti titoli della stessa prima pagina. Stefano Feltri è bravo, ma l’argomento è azzardato. Si potrebbe rispondere che molti titoli del Fatto, anche quelli privi di doppi sensi, sono assai più osceni dei disegni di Mannelli.

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