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Le parole guerra e nazismo

Problemi di margine su luoghi comuni e paradossi che sono, come spesso accade, i danni collaterali non cruenti delle situazioni come quella che stiamo vivendo in Europa.

28 Luglio 2016 alle 06:04

Le parole guerra e nazismo

Problemi di margine su luoghi comuni e paradossi che sono, come spesso accade, i danni collaterali non cruenti delle situazioni come quella che stiamo vivendo in Europa. Dei due assassini di quel povero ed eroico sacerdote, uno era schedato e l'altro aveva addirittura il braccialetto elettronico. L'intelligence, invocata a gran voce, non sarà la soluzione ma poliziotti un po' più efficienti non guasterebbero. L'espulsione dall'Italia dell'Imam che ha chiamato la figlia Jihiad, penso non possa essere considerato un attentato ai diritti del cittadino ma efficace prevenzione ed autodifesa. Certo sarebbe necessario intensificare il reclutamento nei corpi di polizia di cittadini italiani di origine araba, africana, pakistana più utili per la famosa intelligence di un maresciallo di Benevento. Ma c'è da scommettere che subito qualcuno direbbe che non c'è da fidarsi. Infine, passando a temi più complicati e controversi, è forse inutilmente controproducente dolersi della parole guerra e nazismo usate largamente in questi giorni, ma bisogna pur dire che la guerra si fa con gli eserciti e dunque è più saggio aggiungere l'aggettivo "asimmetrica". Non risolve ma aiuta a capire. Quanto al nazismo, oltre alle pessime idee, aveva le acciaierie Krupp e la Volkswagen. Questi hanno il Paris St. Germain e hanno pure sbagliato i conti sul prezzo del petrolio. Effettivamente, se una guerra del genere la perdiamo è solo colpa nostra. Su questo si può convenire.

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