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Il nuovo reato di depistaggio

I parlamentari che lo avevano promesso ai loro elettori potranno mantenere l’impegno. Con ogni probabilità alla fine di questa estate il codice penale si sarà arricchito di un reato in più. Sembra una tendenza inarrestabile. Dopo il femminicidio, l’omicidio stradale, ora il reato di depistaggio. Fat

28 Maggio 2016 alle 06:00

I parlamentari che lo avevano promesso ai loro elettori potranno mantenere l’impegno. Con ogni probabilità alla fine di questa estate il codice penale si sarà arricchito di un reato in più. Sembra una tendenza inarrestabile. Dopo il femminicidio, l’omicidio stradale, ora il reato di depistaggio. Fattispecie sempre più legate a vicende che colpiscono particolarmente l’opinione pubblica generando campagne volte inasprire le pene a scopo preventivo per reati che già troverebbero sanzioni applicando le leggi pre esistenti. Resta da capire quanto l’inasprimento delle pene e la descrizione suggestiva nei capi di imputazione possano funzionare da deterrenti. Nel caso del depistaggio comunque poteva andare peggio, molto peggio. Ad un certo momento sembrava che il partito dei pm potesse strappare un vantaggio inaudito in uno stato di diritto, ottenendo la possibilità di incriminare chi, attraverso inchieste o ricostruzioni giornalistiche, si fosse permesso di mettere in dubbio la fondatezza di una indagine istruttoria. Una autentica follia liberticida. Oggi, nel testo definitivo, passato e ripassato fra Camera e Senato, non sembrano esserci appigli per una interpretazione simile. Meglio così, anche se la tendenza alle fattispecie “dedicate” resta criticabile. Non resta che osservare, sotto voce, che il bicameralismo perfetto non produce solo danni.

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