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Se il Csm non dà conto alla Corte dei Conti

La storia che ieri ha raccontato il Tempo, e anche il Giornale, è fantastica. In estrema sintesi: la Corte dei Conti ha chiesto cortesemente al Csm come mai le ultime rendicontazioni di spesa del Consiglio risalgano al secolo scorso e a Palazzo dei Marescialli l’hanno presa malissimo. “Non siamo ten

15 Marzo 2016 alle 06:18

La storia che ieri ha raccontato il Tempo, e anche il Giornale, è fantastica. In estrema sintesi: la Corte dei Conti ha chiesto cortesemente al Csm come mai le ultime rendicontazioni di spesa del Consiglio risalgano al secolo scorso e a Palazzo dei Marescialli l’hanno presa malissimo. “Non siamo tenuti a darvi conto, come vi permettete?”. Non proprio in questi termini ma nella sostanza la risposta dell’organo di autogoverno della magistratura è stata di questo tenore. Nella forma il Csm rispolvera un suo antico cavallo di battaglia: “Noi siamo un organo di rilievo co-sti-tu-zio-na-le”, è stato scandito a un sol uomo. Non è nuova. Quando si sentono poco presi in considerazione al Csm fanno così. Ma il rilievo che inalberano è una citazione del ruolo del Consiglio nella Carta costituzionale. Se è per questo è la stessa Costituzione che prevede l’autonomia regionale. Ve lo figurate un presidente di giunta regionale che risponde alla Corte dei Conti che lui rappresenta un organo di rilevanza costituzionale e dunque non è tenuto a darle conto di nulla? Gli integerrimi censori di Piazza Indipendenza insorgerebbero unanimi, insieme a quei giornali che di questa storia non hanno parlato.

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