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Gli mezzi-ultrà delle adozioni gay

Ieri la giornata si è aperta con la lettera di Beppe Grillo al Corriere della Sera dove, con argomenti almeno in parte obiettivamente sconclusionati, si prendevano le distanze dalla maternità surrogata. La giornata è poi proseguita con Luigi Di Maio del Movimento Cinque stelle che in un video-forum

2 Marzo 2016 alle 06:02

Ieri la giornata si è aperta con la lettera di Beppe Grillo al Corriere della Sera dove, con argomenti almeno in parte obiettivamente sconclusionati, si prendevano le distanze dalla maternità surrogata. La giornata è poi proseguita con Luigi Di Maio del Movimento Cinque stelle che in un video-forum ha proposto un referendum sulle adozioni gay. Più tardi un autorevole esponente della minoranza del Partito democratico come l’ex segretario Pierluigi Bersani, pur elegantemente premettendo la sua solidarietà personale a Nichi Vendola, ha ritenuto necessario esporre la sua contrarietà alla gravidanza surrogata. La giornata politica si è avviata a conclusione con la ripetuta bocciatura alla Camera di emendamenti del tipo “canguro” e “super canguro” presentati dai deputati del M5s, che nella votazione di alcuni giorni fa in Senato sulla legge Cirinnà avevano definito inammissibile l’adozione di quello strumento parlamentare da parte della maggioranza. Al Senato andò poi come andò, ma il M5s, la minoranza del Pd e il Fatto quotidiano, ergendosi a paladini della legge Cirinnà, stepchild adoption  compresa, avevano poi sostenuto che mutilare la legge delle adozioni era la subdola volontà originaria di Matteo Renzi. Marco Travaglio, evidentemente ignaro della lettera di Grillo al Corriere, ne scriveva ancora ieri sul Fatto quotidiano. Di Renzi non saprei dire, ma viste le cose sostenute oggi da tutti costoro, il loro ruolo di ultrà delle adozioni gay dovrebbe almeno essere ridimensionato.   

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