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Tra Di Battista e Taverna non è stato un buon inizio di campagna elettorale per il M5s

Mettiamo pure, anche se non è proprio quello che penso, che la legge Cirinnà sia una legge come tante altre e la sua mancata approvazione si possa liquidare con un “e allora?”. Non c’è però dubbio che l’intervista di ieri alla Stampa di Alessandro Di Battista non ha sicuramente giovato.

20 Febbraio 2016 alle 09:08

Mettiamo pure, anche se non è proprio quello che penso, che la legge Cirinnà sia una legge come tante altre e la sua mancata approvazione si possa liquidare con un “e allora?”. Non c’è però dubbio che l’intervista di ieri alla Stampa di Alessandro Di Battista non ha sicuramente giovato alla popolarità del M5s nella comunità gay e probabilmente anche altre minoranze non avranno apprezzato. Così come si può convenire che la situazione debitoria del comune di Roma induca qualsiasi persona sennata  a pensarci bene prima di candidarsi a governare la capitale. Ma denunciare un complotto che intenderebbe costringere alla vittoria il M5s e annunciare, come ha fatto la senatrice Taverna, che non si intende cascarci, non è proprio il migliore avvio di una campagna elettorale. Tutto questo è avvenuto in un paio di giorni mentre nelle stesse ore il leader del movimento, calato a Roma per il suo spettacolo teatrale, girava per strada con una maschera da lupo alternata ad una tigre. Tutto ciò per dire che se lunedì i sondaggi mostreranno che il M5s resta stabile nei consensi, sarà l’ennesima conferma che non sono loro il problema ma gli altri.

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