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L’efferato omicidio del giovane Regeni merita scrupolo cronistico più che spericolate ipotesi

L’ultimo caso riguarda una condanna all’ergastolo, per quattro agenti del servizio di sicurezza interno egiziano, emessa da una corte di Alessandria e poi annullata. L’accusa era di omicidio in seguito a torture durante un interrogatorio.

17 Febbraio 2016 alle 06:15

L’ultimo caso riguarda una condanna all’ergastolo, per quattro agenti del servizio di sicurezza interno egiziano, emessa da una corte di Alessandria e poi annullata. L’accusa era di omicidio in seguito a torture durante un interrogatorio. Le polemiche hanno coinvolto il nuovo raïs Al Sisi che aveva ricordato alle forze di polizia il dovere di rendere conto del loro operato. Naturalmente l’opposizione contesta la buona fede del generale e oppone dati effettivamente inquietanti su torture e sparizioni di oppositori. Questo è il contesto innegabile nel quale è maturato l’efferato omicidio del giovane Giulio Regeni. La drammaticità della vicenda, in un quadro complesso, merita scrupolo cronistico più che spericolate ipotesi. E’ tristemente indicativo invece che i due principali temi su cui si sono esercitati i commenti sui grandi giornali e sulla rete abbiano riguardato una ipotetica appartenenza del ricercatore a qualche servizio segreto, particolarmente sui giornali, e i suoi rapporti con il manifesto, particolarmente sulla rete. Per il momento il cosiddetto “giornalismo investigavo” all’italiana celebra i suoi fasti, che consistono sostanzialmente in danni collaterali.

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