cerca

Peggio della velleità giustizialista del M5s c'è la commissione parlamentare antimafia

Ascoltare l’audizione del dirigente del M5s Roberto Fico, convocato in commissione antimafia dalla presidente Bindi mi ha aiutato a ricordare...

4 Febbraio 2016 alle 06:27

Ascoltare l’audizione del dirigente del M5s Roberto Fico, convocato in commissione antimafia dalla presidente Bindi mi ha aiutato a ricordare quanto la evidente approssimazione e la velleità giustizialista dei cinque stelle sia, almeno con questa presidenza, perfino meno dannosa alla lotta alla mafia della commissione parlamentare a ciò preposta. Era impossibile non provare un’istintiva simpatia nei confronti del parlamentare pentastellato sottoposto a una sequenza di domande una più surreale dell’altra, seguite a una premessa della presidente Bindi che può considerarsi un caso di scuola di excusatio non petita: “Non si vuol mettere sul banco degli imputati questo o quel movimento”. No? “E’ per capire come sia stato possibile il caso di Quarto”. Ah, ecco. E’ per capire. La differenza concettuale è sottile, esilissima. In parole povere, si convoca uno per dirgli “Spiegaci un po’ che avete combinato”, pretendendo di non accusarlo di nulla. Per poi concludere evidenziando come “Anche in questo caso è stata la magistratura a fare il primo passo”. Tradotto, vuol dire “non siete diversi da noi”. Conclusione, a ben vedere, nemmeno particolarmente astuta perché il M5s ha così facile gioco nel citare la quantità di casi, analoghi e più gravi, che hanno il coinvolto il Pd senza seguito di convocazioni da parte della presidente Bindi. E qui sta il punto vero: la torsione, a fini di parte, dell’attività di una Commissione parlamentare d’inchiesta. Nel caso specifico l’uso strumentale dell’Antimafia, pratica antica e, culturalmente parlando, un po’ mafiosa. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi